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il caso

"Lo hanno ucciso senza motivo": la disperazione e l'accusa della moglie di Fakir dal Marocco

Ai microfoni di una tv estera la compagna della vittima respinge l'ipotesi della fatalità e invoca giustizia per il quarantaduenne morto al Pilastro

23 Luglio 2026, 17:45

17:50

"Lo hanno ucciso senza motivo": la disperazione e l'accusa della moglie di Fakir dal Marocco

Il cordoglio per la morte di Abderrahim Fakir ha oltrepassato in fretta i confini di via Italo Svevo, nel quartiere Pilastro di Bologna, per arrivare sull’altra sponda del Mediterraneo, trasformandosi in una dura accusa.

A farsene interprete è la moglie del 42enne marocchino, deceduto domenica 19 luglio 2026 durante un intervento di contenimento da parte di polizia e 118.

Intervistata dall’emittente marocchina Chouftv, la donna ha escluso con decisione l’ipotesi della tragica fatalità.

Per i familiari di Fakir non ci sono incertezze: si è trattato di un “omicidio”, un fatto gravissimo per il quale si pretende “giustizia”.

Parole taglienti, che respingono qualsiasi tentativo di ridurre la vicenda a un episodio opaco di cronaca nera. “Lo hanno ucciso senza motivo”, ha dichiarato la vedova, affiancata dalla zia della vittima, che ha usato toni altrettanto netti per chiedere piena chiarezza sulla tragedia.

Al di là del procedimento giudiziario, la moglie rivendica la dignità e la normalità di un uomo la cui vita è stata interrotta. “Non era un delinquente”, insiste dal Marocco, nel tentativo di restituire a Fakir un volto umano e di contrastare ogni lettura che cerchi nel passato della vittima una giustificazione per una morte ritenuta inaccettabile.

Abderrahim era in regola, lavorava nel facchinaggio e aveva legami solidi. A conferma di una quotidianità fatta ancora di progetti, la moglie ha mostrato alle telecamere alcuni abiti che il marito le aveva appena spedito dall’Italia in vista delle imminenti vacanze estive: vestiti piegati che, in modo straziante, diventano la prova materiale di un ritorno atteso e di un futuro spezzato sull’asfalto bolognese.

Intanto la Procura di Bologna indaga su due poliziotti e quattro sanitari per ricostruire i 36 minuti cruciali dell’intervento. La famiglia attende con ansia gli esiti dell’autopsia, fissata per il 24 luglio.