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regno unito

«Vogliamo pagare più tasse» l'appello dei milionari al neo premier laburista Burnham

I "paperoni" invocano una patrimoniale per i ricchi, in modo che chi ha di più contribuisca maggiormente alle casse dello Stato

23 Luglio 2026, 18:28

18:30

«Vogliamo pagare più tasse» l'appello dei milionari al neo premier laburista Burnham

«Vogliamo pagare più tasse». Così un gruppo di 120 milionari britannici, tra imprenditori, star dello spettacolo e altri vip, si è rivolto al neo premier laburista Andy Burnham invocando una patrimoniale per i ricchi, in modo che chi ha di più contribuisca maggiormente alle casse dello Stato.

L'iniziativa, promossa dall'organizzazione Patriotic Millionaires Uk, che già in passato aveva lanciato appelli del genere, in questo caso però è arrivata all'insegna del massimo tempismo.

Il progressista Burnham, appena insediatosi a Downing Street, sta presentando le prime iniziative per dare un aiuto concreto alle famiglie britanniche alle prese col caro vita, fra tagli dell'iva sulle bollette dell'elettricità e tetto al prezzo dei biglietti per gli autobus.

Ma i firmatari della lettera, come l'ex campione di calcio inglese e conduttore tv Gary Lineker, l'imprenditrice Julia Davies e il musicista Brian Eno, lo hanno spronato a fare molto di più, con una 'redistribuzione di ricchezza e potere' dai ceti benestanti a quelli meno abbienti.

Questa passerebbe da una tassa del 2% sui patrimoni superiori a 10 milioni di sterline, che potrebbe generare 24 miliardi di sterline l'anno per l'erario.

«Possiamo permettercelo. Non parliamo di tasse più alte per chi lavora ogni giorno per il proprio reddito, ma per i più ricchi, il cui reddito deriva dal patrimonio che possiedono», si legge nella lettera inviata al n.10.

Lineker, testimonial della campagna, ha sottolineato che 'il nostro fantastico Paese merita il sostegno di tutti noi per una società più equa'.

Non si è fatta attendere la risposta del nuovo governo. «Accolgo con favore il fatto che persone benestanti dicano di voler pagare di più. Possono già farlo», ha detto la numero due del Tesoro, la viceministra Emma Reynolds, ricordando che esiste un sito governativo per le donazioni volontarie. Ha poi aggiunto che l'esecutivo ha preso in esame l'attuale politica fiscale, rinviando eventuali annunci a una manovra finanziaria.

L'iniziativa dei milionari incoraggia Burnham verso decisioni, che circolano nel suo entourage e hanno avuto spazio sui media, di interventi fiscali sui redditi più alti, inclusa una potenziale reintroduzione dell'aliquota massima al 50%, eliminata dal governo di coalizione Tory-Libdem - guidato dal conservatore David Cameron - nel 2013 e mai riproposta, nemmeno negli ultimi due anni del precedente esecutivo laburista di Keir Starmer.

Non solo, interpellato proprio da Lineker pochi giorni prima di diventare premier, Burnham non aveva escluso la possibilità di introdurre una patrimoniale.

Ma l'appello dei "milionari patrioti" si inserisce anche in un dibattito politico già acceso dopo i passi iniziali del nuovo primo ministro. La leader dei Tory, Kemi Badenoch, lo ha preso di mira per la sua 'frenesia di spesa' destinata a costare 'molto denaro pubblico', criticando le misure tampone per il caro vita, nel timore di 'ulteriori aumenti di tasse', oltre a ricordargli che 'non è più sindaco di Manchester' e si deve comportare da premier, con misure di largo respiro per il Paese.

Badenoch ha pure respinto con una stoccata l'iniziativa promossa da Lineker: 'Se vuole staccare un assegno allo Stato, nessuno glielo impedisce'.