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LE NUOVE NORME

Minori imputabili a 14 anni, Salvini: «Onori e oneri, chi sbaglia non si nasconde dietro l'età"» La riforma che ribalta il principio

Il vicepremier difende il ddl approvato dal governo: "Non è la norma anti-maranza, è un titolo giornalistico".

24 Luglio 2026, 15:21

15:30

Minori imputabili a 14 anni, Salvini: «Onori e oneri, chi sbaglia non si nasconde dietro l'età"» La riforma che ribalta il principio

Un ragazzo di 14 anni, oggi, può ancora essere considerato troppo immaturo, sul piano penale, per rispondere di un reato come un adulto. Se il Parlamento confermerà la linea del governo, il punto di partenza si ribalterebbe: quel ragazzo sarebbe considerato capace di intendere e di volere fino a prova contraria.

Il nuovo disegno di legge, approvato dal Consiglio dei ministri il 23 luglio 2026 su proposta della presidente del Consiglio Giorgia Meloni e del ministro della Giustizia Carlo Nordio, non abbassa formalmente l'età dell'imputabilità, che resterebbe fissata a 14 anni. Modificherebbe però il cuore dell'articolo 98 del Codice penale: per i minori tra 14 e 18 anni, la capacità di intendere e di volere non dovrebbe più essere accertata positivamente caso per caso, ma sarebbe presunta, salvo elementi contrari emersi nel procedimento.

Salvini: "Non è la norma anti-maranza"

A spiegare la portata della riforma è stato lo stesso vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini, intervistato dalla trasmissione "Gli Inascoltabili" su Radio Roma Sound. Alla definizione di "norma anti-maranza", Salvini ha risposto: "È un titolo giornalistico. È qualcosa di un pochino più complesso, perché cambia la realtà dei fatti che c'è oggi".

Il leader della Lega ha quindi spiegato il meccanismo: "Un reato commesso da un minorenne, quindi dai 14 ai 18 anni, oggi non è automaticamente sanzionato, perché in automatico si presume che uno che ha meno di 18 anni non sia perfettamente consapevole di quello che combina. Con questa norma si ribalta la situazione: si dà per scontato che a 14, 15, 16 e 17 anni tu sia consapevole di quello che fai e delle conseguenze, a meno che non venga dimostrato che non sei in grado di intendere e di volere".

Secondo Salvini, fino a oggi il sistema avrebbe funzionato con una logica diversa: "Se uno commette un reato e ha 15 anni, si dice: 'Poverello, però è piccolino'. Con questa norma, a meno che non si dimostri che c'erano condizioni di particolare difficoltà, si è imputabili a 16 anni come si è imputabili a 20 anni".

Il vicepremier ha difeso la scelta del governo anche sul piano personale: "Dico che è giusto. Lo dico anche da genitore". E ha portato come esempio la riforma della patente di guida: dall'anno prossimo, ha ricordato, sarà possibile conseguirla, sia per l'auto sia per i mezzi pesanti, a 17 anni anziché 18. "Avere 16 anni o 17 anni oggi è diverso da quando li avevo io negli anni Novanta - ha aggiunto Salvini - e quindi onori e oneri. Se commetti un reato non ti puoi nascondere dietro la minore età, mettiamola così".

Che cosa cambierebbe nel Codice penale

Il testo aggiungerebbe all'articolo 98 una formula netta: la capacità di intendere e di volere del minore si presumerebbe fino a prova contraria. Non sarebbe più lo Stato a dover dimostrare la maturità penale del minore imputato, ma toccherebbe far emergere elementi idonei a escluderla. Nordio ha rivendicato l'inversione come una misura per facilitare le indagini, precisando che non si tratterebbe né di un abbassamento della soglia di imputabilità né di un inasprimento automatico delle pene.

I dati e le posizioni critiche

Save the Children, nel rapporto "(Dis)armati" del 12 marzo 2026, invita a distinguere l'impatto mediatico del fenomeno dalla sua reale dimensione. Secondo l'associazione, le sentenze di non luogo a procedere per accertata immaturità dei minorenni tra 14 e 18 anni sarebbero scese da 256 nel 2004 a 60 nel 2024, un dato che indicherebbe come il meccanismo attuale non produca già oggi una scappatoia diffusa per i minori imputati.

Una parte del mondo forense solleva inoltre un nodo costituzionale: una presunzione generalizzata di imputabilità potrebbe entrare in tensione con i principi di eguaglianza, personalità della responsabilità penale e finalità rieducativa della pena, previsti dagli articoli 3, 27 e 31 della Costituzione.

Le alternative sul tavolo

La stessa premier Meloni ha riconosciuto che "la fermezza senza alternative non basta", aprendo il tema di quali strumenti - scuola, servizi territoriali, salute mentale, educativa di strada, sostegno alle famiglie - accompagneranno la stretta penale.