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il conflitto

Nel mirino l'Amazon russa: così Kiev colpisce lo shopping per sabotare la guerra di Putin

I droni ucraini incendiano i magazzini del gigante dell'e-commerce svelando il presunto legame tra consegne online e forniture militari per Mosca

24 Luglio 2026, 18:23

Nel mirino l'Amazon russa: così Kiev colpisce lo shopping per sabotare la guerra di Putin

L'incendio divampato nel villaggio di Novosaratovka ha provocato il ferimento di tre persone e il ritardo di circa 50 voli all' aeroporto di Pulkovo, spezzando bruscamente la percezione di normalità tra i cittadini.

Il raid, condotto a oltre 800 chilometri dalla linea del fronte, non è un episodio isolato: rappresenta il culmine di una strategia ucraina sempre più sofisticata, mirata a colpire la logistica commerciale per paralizzare le retrovie del Cremlino.

Secondo la versione ufficiale di Kiev, ribadita dal presidente Volodymyr Zelensky, Wildberries non è soltanto la "Amazon russa", ma un' infrastruttura cruciale che nasconderebbe lo stoccaggio e il transito di componenti per droni e materiali destinati allo sforzo bellico.

Pur essendo stata riscontrata sulla piattaforma la presenza di equipaggiamento tattico e tecnologie a duplice uso, resta complesso confermare l'impiego militare di ciascun singolo magazzino.

L'obiettivo ucraino, tuttavia, va oltre la semplice distruzione di scorte: è una vera guerra economica pensata per far lievitare i costi interni della Russia. Colpire gli hub di un'azienda che dispone di oltre 5,2 milioni di metri quadrati di spazi di stoccaggio innesca un effetto domino: deviazioni delle spedizioni, interruzioni dei flussi, rincari operativi e danni estesi all'intera catena di approvvigionamento.

In meno di una settimana, i droni ucraini hanno preso di mira siti in più aree del Paese: dalla regione di Mosca (Elektrostal) e da quella di Tambov (Kotovsk) nella notte tra il 17 e il 18 luglio — dove si sono registrati sette morti tra i lavoratori e decine di feriti — fino alle regioni meridionali di Krasnodar e Stavropol, nonché in Crimea occupata. L'ampliamento del raggio d'azione segnala la maturazione della capacità di colpire in profondità da parte di Kiev e invia un messaggio psicologicamente dirompente: le retrovie non sono più impermeabili e la distanza geografica non garantisce sicurezza.

I costi di questa campagna non si scaricano solo sul Cremlino o sui vertici aziendali. Stime indicano che tra il 8% e il 12% della capacità complessiva di magazzino di Wildberries — oltre 444.000 metri quadrati — potrebbe essere andata distrutta, con ripercussioni immediate su migliaia di piccoli venditori. In un'economia già sotto sanzioni, l'azienda ha modificato all'inizio di luglio le proprie policy, trasferendo sui seller le perdite dovute a cause di forza maggiore, compresi gli attacchi con droni. Una scelta che sposta il rischio bellico sugli operatori più fragili, con il pericolo di trasformare i danni materiali in un diffuso malcontento sociale all'interno della Russia.