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Fiamme e guerriglia in Val di Susa: il corteo No Tav assalta i cantieri

L'ala radicale del movimento si stacca dal festival Alta Felicità e incendia due mezzi dei carabinieri a Chiomonte

25 Luglio 2026, 18:20

18:30

Fiamme e guerriglia in Val di Susa: il corteo No Tav assalta i cantieri

Val di Susa, di nuovo epicentro di un duro braccio di ferro tra istituzioni e piazza. La mobilitazione legata al decennale del festival "Alta Felicità" è degenerata in un confronto frontale.

Il corteo, partito da Venaus, ha visto alcune centinaia di attivisti della frangia più radicale del movimento No Tav staccarsi dal flusso principale e inoltrarsi lungo i sentieri boschivi in direzione dei cantieri di San Didero e Chiomonte. La tensione, già segnalata in mattinata dal sequestro di materiali pericolosi come fionde e razzi, è esplosa in un assalto alle recinzioni dell’opera.

I dimostranti hanno lanciato pietre e bombe carta contro le forze dell’ordine, che hanno risposto con lacrimogeni e idranti per impedire intrusioni nelle aree operative più sensibili. L’episodio più grave si è registrato a Chiomonte, storico epicentro delle proteste in Val Clarea, dove due camionette dei Carabinieri sono state incendiate.

Sebbene nell’immediato non fosse disponibile un bilancio definitivo dei feriti, il rogo dei mezzi dell’Arma segna una preoccupante escalation rispetto alla consueta ritualità delle manifestazioni, spostando la vicenda su un piano di potenziale rilevanza penale.

Sullo sfondo rimane il cantiere della Torino-Lione, infrastruttura presentata come asse strategico del Corridoio Mediterraneo europeo. TELT, nel 2024, ha aggiornato a 11,1 miliardi di euro il costo a vita intera della sezione transfrontaliera.

Mentre i lavori avanzano, episodi come quello di sabato — preceduti da altre notti di scontri a giugno e a metà luglio — rischiano di oscurare il confronto pubblico su costi, utilità e impatto ambientale, catalizzando l’attenzione quasi esclusivamente sull’ordine pubblico.

Nel frattempo, Digos e Questura di Torino stanno analizzando filmati, immagini di videosorveglianza e contenuti diffusi sui social network per identificare i responsabili dei danneggiamenti e degli assalti incendiari.