il dopo brexit
Il conto bloccato e l'ombra dei milioni: chi finanzia davvero l'avanzata di Farage?
Nel giorno delle elezioni il partito Reform UK si è ritrovato con i fondi congelati per sospetti sui flussi di denaro legati alla famiglia Cottrell e alle società di Richard Tice
Mentre milioni di britannici si recavano alle urne per un voto destinato a segnare la legislatura, il 4 luglio del 2024, una delle formazioni politiche più osservate del Paese affrontava la prova decisiva con un ostacolo paralizzante: il conto corrente congelato. Si tratta di Reform UK, il partito di Nigel Farage, che proprio in quelle ore capitalizzava il malcontento nell’elettorato conservatore, raccogliendo il 14,3% dei consensi e cinque seggi alla Camera dei Comuni.
Dietro questo risultato, però, si profila una struttura finanziaria complessa e opaca che ha fatto scattare l’allarme degli istituti di credito e degli organismi investigativi britannici.
Al centro delle anomalie che hanno indotto la banca privata Arbuthnot Latham a bloccare per due settimane i fondi del partito figurano flussi sospetti superiori al milione di sterline. L’attenzione di banche e inquirenti si è concentrata su Fiona Cottrell, indicata ufficialmente come donatrice di Reform UK presso l’Electoral Commission. I registri pubblici attestano due erogazioni da 100.000 sterline ciascuna a maggio 2024, cui sarebbe seguita un’ulteriore donazione nel 2025. Il quadro, tuttavia, appare più articolato. Ricostruzioni giornalistiche segnalano versamenti per 500.000 sterline a maggio 2024 e un milione di sterline, a giugno, confluito nella “Britain Means Business”, società riconducibile a Richard Tice, già leader e oggi viceleader del partito. Proprio attraverso questa entità i fondi sarebbero transitati prima di raggiungere Reform UK, alimentando seri interrogativi sulla tracciabilità e sulla reale provenienza del denaro.
A rendere la vicenda “politicamente infiammabile” è il legame familiare della donatrice: Fiona Cottrell è la madre di George Cottrell, storico alleato e collaboratore di Nigel Farage. Pur privo di incarichi formali nel partito, George Cottrell è considerato un’eminenza grigia nell’orbita di Reform UK. Il suo passato giudiziario negli Stati Uniti lo qualifica come soggetto ad alto rischio (“sensibile”) per gli intermediari finanziari, accrescendo il potenziale danno reputazionale per le banche coinvolte. Il meccanismo del blocco e l’avvio delle indagini Nel Regno Unito la normativa sul finanziamento ai partiti è stringente: superata la soglia di 11.180 sterline, i contributi devono essere dichiarati e la loro origine verificata con chiarezza. Quando Arbuthnot Latham ha individuato irregolarità nei movimenti, ha attivato la procedura antiriciclaggio inoltrando una Suspicious Activity Report (SAR) alla National Crime Agency (NCA). Questo strumento di intelligence finanziaria impone alla banca la sospensione delle operazioni in attesa di riscontri. Il congelamento ha inciso pesantemente sull’operatività del partito nelle settimane cruciali della campagna, bloccando pagamenti per logistica, servizi digitali e trasferimenti ai candidati. La gravità del quadro è confermata dall’Electoral Commission, che ha chiesto formalmente spiegazioni al tesoriere di Reform UK, Mehrtash A'Zami, in merito a quattro specifiche donazioni.
La partita resta lontana dalla conclusione. Nel luglio 2026 la pressione su Reform UK è salita di livello: la Metropolitan Police di Londra (Scotland Yard) ha avviato verifiche ufficiali sulle elargizioni pre-elettorali riconducibili a Fiona Cottrell. Quello che era nato come un blocco cautelativo di un conto bancario si è trasformato in un’indagine a raggio esteso, con il potenziale di proiettare una lunga ombra sul futuro politico del partito guidato da Nigel Farage.