Disordini
Scontri in Val di Susa: 68 feriti tra le forze dell'ordine, molotov e mezzi dati alle fiamme
I sindacati chiedono zona militare e incriminazioni per terrorismo
A quanto si apprende, sono 68 i feriti tra le forze dell’ordine negli scontri avvenuto ieri in Val Susa durante la manifestazione dei No Tav.
Gli scontri si sono verificati nei cantieri della Tav a San Didero e Chiomonte, in Val di Susa. Coinvolti circa 700 manifestanti incappucciati e vestiti di nero, con maschere antigas e occhialini. In particolare, a Chiomonte, i manifestanti, staccatisi dal corteo principale, poco dopo la partenza da Venaus, dopo aver aperto con i flessibili un varco nelle recinzioni del cantiere, sono entrati ed hanno lanciato contro le forze dell’ordine pietre, bulloni, bottigliette di plastica piene di alcol, razzi e molotov artigianali, una novità che negli scontri in Val Susa non si era quasi mai vista. Durante gli scontri sono stati dati alle fiamme e danneggiati, almeno quattro mezzi delle forze dell’ordine.
"Al di là di tutte le solite frasi di circostanza, ieri a Chiomonte è stata l’ennesima sconfitta dello Stato. È inutile girarci intorno, dopo 20 anni in cui si è registrata un’escalation inquietante di violenza, dopo migliaia di feriti, di danni, di azioni che hanno messo ripetutamente in pericolo l’incolumità pubblica, stiamo ancora qui a contare feriti e, solo per miracolo, nessun morto. La politica tutta e, a cascata, l’intero apparato della Sicurezza, sono stati incapaci di mettere le forze dell’ordine in condizione di difendere e difendersi, lasciando donne e uomini in divisa ostaggio dei violenti ed esposti a rischi enormi". Così Valter Mazzetti, segretario generale Fsp Polizia di Stato, dopo quanto avvenuto ieri a Chiomonte.
"I poliziotti sono ormai stufi di essere semplice argomento di scaramucce fra politicanti che in queste circostanze parlano utilizzando la 'prima persona mentre sul campo, a prendere bombe, non ci sono loro ma servitori in divisa utilizzati come pedine, numeri, fantocci. In tanti denunciano in queste ore un 'attacco allo Stato', ma allora cosa si aspetta a prendere le contromisure adeguate? Ci chiediamo cosa si attenda per rendere l’intera area del cantiere zona militare - si spiega - in modo da impedire l’avvicinamento di chiunque. Ci aspettiamo che l’autorità giudiziaria proceda per terrorismo, visti i presupposti inequivocabili. Torniamo, con forza, a rilanciare la nostra proposta per l’introduzione del terrorismo di piazza perché le forze dell’ordine, costrette a subire violenze di ogni genere, oggi operano con armi spuntate. Pretendiamo che vengano finalmente fornite dotazioni adatte a fronteggiare questo tipo di attacchi. Da Bologna a Chiomonte a ogni altra occasione, il tema della sicurezza è strumentalizzato solo come slogan per le campagne elettorali, ma del personale in divisa che finisce in ospedale in verità non frega nulla a nessuno".