Il blitz
"Correva armato verso la polizia": perché le teste di cuoio tedesche hanno abbattuto Ballout
Nessuna resa per l'islamista ventunenne già noto all'intelligence che ha costretto le forze di sicurezza a sparare per fermare la sua furia omicida
La caccia all’uomo si è conclusa in un lembo di verde alla periferia occidentale di Berlino, trasformando Spandau nel teatro dell’epilogo di una notte di puro terrore. Abdul Ballout, il ventunenne sospettato di aver seminato morte e panico tra i partecipanti al Christopher Street Day, è stato ucciso dal fuoco della polizia tedesca.
A meno di 24 ore dal brutale assalto, l’operazione è sfociata nell’uso delle armi. Ma come si è arrivati a un esito tanto estremo e perché gli agenti hanno sparato?
Nach dem islamistischen Terroranschlag am Rande des CSD in Berlin ist der mutmaßliche Attentäter Abdul Rahman Ballout bei einem SEK-Einsatz in einer Gartenlaube im Berliner Bezirk Spandau erschossen worden. pic.twitter.com/sdppdSI7S1
— NIUS (@niusde_) July 26, 2026
Secondo la ricostruzione ufficiale, il giovane, braccato da centinaia di uomini delle forze dell’ordine dopo la strage nell’area del Tiergarten, è stato individuato in un giardino di Spandau. Accerchiato, ha scartato subito l’ipotesi di arrendersi. Stando a quanto comunicato dalla polizia e rilanciato dai media internazionali, non si è consegnato: al contrario, si è mosso in modo minaccioso verso i poliziotti, impugnando “uno strumento affilato”. Quel gesto offensivo ha fatto scattare la risposta armata.
Come previsto in Germania per ogni impiego mortale delle armi da parte delle forze dell’ordine, è stata avviata senza indugio un’indagine interna e giudiziaria per ricostruire nel dettaglio la sequenza degli eventi, sebbene il quadro appaia già definito. La pericolosità del sospetto non era ignota, circostanza che può aver innalzato la tensione nella fase dell’accerchiamento.
Cittadino tedesco, cresciuto a Berlino e di origini libanesi, descritto di corporatura esile ma alto circa un metro e novanta, Ballout era ritenuto vicino agli ambienti islamisti della capitale. A suo carico risultavano procedimenti per lesioni ed estorsione risalenti al 2022 e, soprattutto, una recentissima condanna del maggio 2026: un anno e dieci mesi (con rito minorile) per la preparazione di un grave atto di violenza sovversiva contro lo Stato. Secondo alcune fonti, aveva persino tentato di unirsi alle milizie dell’Isis. Le unità speciali intervenute a Spandau sapevano dunque di avere di fronte un estremista disposto a tutto.