Aggiungi La Sicilia come fonte preferita English Version Translated by Ai
26 luglio 2026 - Aggiornato alle 21:01
Aggiungi La Sicilia come fonte preferita su Google
×

gli effetti della guerra

Stangata sulle autostrade siciliane: benzina a 2 euro e gasolio alle stelle, si spera nel governo e sulle accise mobili

Con il greggio sopra i 100 dollari al barile il Ministero dell'Economia sfrutta il tesoretto Iva per arginare la stangata (ma sarebbe un pannicello caldo)

26 Luglio 2026, 21:01

21:10

 Stangata sulle autostrade siciliane: benzina a 2 euro e gasolio alle stelle, si spera nel governo e sulle accise mobili

Estate siciliana 2026 rovente non solo sul fronte climatico, ma anche per i portafogli di chi si mette in strada. Su autostrade e statali dell'Isola, i pannelli dei distributori fotografano una crisi internazionale che si traduce in conti pesanti per turisti, autotrasportatori e pendolari.

Il quadro nazionale è eloquente: in modalità self service, lungo la rete ordinaria la media è salita a 1,981 euro al litro per la benzina e 2,184 euro per il gasolio.

Per chi viaggia in autostrada, snodo essenziale per attraversare la Sicilia nel pieno delle ferie, il conto è ancora più salato: 2,071 euro al litro per la benzina e 2,255 euro per il diesel.

In pratica, un pieno da 50 litri costa ormai circa 103,55 euro con la verde e 112,75 euro con il gasolio.

Il divario tra rete ordinaria e rete autostradale grava concretamente sui bilanci familiari: circa 4,50 euro in più a pieno per la benzina e 3,55 euro per il diesel.

Alla base di questo scatto dei listini c'è la fiammata delle quotazioni internazionali: il Brent ha superato i 100 dollari al barile complice le tensioni in Medio Oriente e nel Mar Rosso, con effetti immediati sui prezzi alla pompa in Europa e in Italia.

Per provare a disinnescare l'impennata senza compromettere i conti pubblici, l'esecutivo sta valutando il ripristino dell'accisa mobile. È un meccanismo fondato su un vero e proprio “paradosso fiscale”: quando il greggio rincara, lo Stato incassa più IVA in modo automatico. Il Ministero dell'Economia può così quantificare questo extragettito e utilizzarlo per ridurre in misura corrispondente le accise sui carburanti.

Non sarebbe un inedito nel 2026: a marzo il governo è già intervenuto con misure analoghe, poi prorogate con il decreto interministeriale del 5 giugno che ha applicato uno sconto di 6,1 centesimi al litro fino al 3 luglio. Scaduto quel periodo, i prezzi sono tornati a correre.

Resta il fatto che l'accisa mobile non è risolutiva e opera solo a valle dei rincari. Il dibattito in corso riguarda non solo l'attivazione, ma anche l'entità dell'extragettito accumulato. Se la riduzione si attestasse, per esempio, a 5 centesimi al litro, il beneficio reale equivarrebbe a circa 2,50 euro per un pieno da 50 litri.