gli effetti della guerra
Stangata sulle autostrade siciliane: benzina a 2 euro e gasolio alle stelle, si spera nel governo e sulle accise mobili
Con il greggio sopra i 100 dollari al barile il Ministero dell'Economia sfrutta il tesoretto Iva per arginare la stangata (ma sarebbe un pannicello caldo)
Estate siciliana 2026 rovente non solo sul fronte climatico, ma anche per i portafogli di chi si mette in strada. Su autostrade e statali dell'Isola, i pannelli dei distributori fotografano una crisi internazionale che si traduce in conti pesanti per turisti, autotrasportatori e pendolari.
Il quadro nazionale è eloquente: in modalità self service, lungo la rete ordinaria la media è salita a 1,981 euro al litro per la benzina e 2,184 euro per il gasolio.
Per chi viaggia in autostrada, snodo essenziale per attraversare la Sicilia nel pieno delle ferie, il conto è ancora più salato: 2,071 euro al litro per la benzina e 2,255 euro per il diesel.
In pratica, un pieno da 50 litri costa ormai circa 103,55 euro con la verde e 112,75 euro con il gasolio.
Il divario tra rete ordinaria e rete autostradale grava concretamente sui bilanci familiari: circa 4,50 euro in più a pieno per la benzina e 3,55 euro per il diesel.
Alla base di questo scatto dei listini c'è la fiammata delle quotazioni internazionali: il Brent ha superato i 100 dollari al barile complice le tensioni in Medio Oriente e nel Mar Rosso, con effetti immediati sui prezzi alla pompa in Europa e in Italia.
Per provare a disinnescare l'impennata senza compromettere i conti pubblici, l'esecutivo sta valutando il ripristino dell'accisa mobile. È un meccanismo fondato su un vero e proprio “paradosso fiscale”: quando il greggio rincara, lo Stato incassa più IVA in modo automatico. Il Ministero dell'Economia può così quantificare questo extragettito e utilizzarlo per ridurre in misura corrispondente le accise sui carburanti.
Non sarebbe un inedito nel 2026: a marzo il governo è già intervenuto con misure analoghe, poi prorogate con il decreto interministeriale del 5 giugno che ha applicato uno sconto di 6,1 centesimi al litro fino al 3 luglio. Scaduto quel periodo, i prezzi sono tornati a correre.
Resta il fatto che l'accisa mobile non è risolutiva e opera solo a valle dei rincari. Il dibattito in corso riguarda non solo l'attivazione, ma anche l'entità dell'extragettito accumulato. Se la riduzione si attestasse, per esempio, a 5 centesimi al litro, il beneficio reale equivarrebbe a circa 2,50 euro per un pieno da 50 litri.