Indagini
Assalti No Tav a Susa, la procura chiede il carcere per due ventenni tedeschi
Sono accusati di devastazione e lesioni dopo gli assalti ai cantieri; altri due connazionali espulsi con divieto di reingresso per tre anni
La procura di Torino, guidata da Giovanni Bombardieri, ha chiesto al gip la custodia cautelare in carcere per i due ventenni tedeschi arrestati dalla Digos in flagranza differita dopo gli attacchi ai cantieri No Tav di sabato. L’istanza è avvenuta in base alle ipotesi di reato di devastazione e lesioni personali a pubblico ufficiale, in concorso con altri soggetti in corso di identificazione. La richiesta del carcere è basata sulle «sussistenti esigenze cautelari che ne rendono necessaria l’applicazione». Sono indagati anche per resistenza a pubblico ufficiale aggravata, reato per cui non è previsto l’arresto in flagranza differita.
E’ quanto illustrato dalla procura di Torino in un comunicato stampa. L’udienza di convalida del fermo - a quanto si apprende - è stata fissata per oggi pomeriggio alle 14.30. I due antagonisti erano stati fermati dalla Digos a Susa, dopo gli scontri di sabato scorso ai cantieri dell’Alta Velocità, durante dei controlli successivi agli assalti. Nell’ambito della stessa attività investigativa, altri due loro connazionali fermati nelle stesse ore sono stati invece allontanati dal territorio nazionale. Il provvedimento, disposto dal prefetto per motivi di ordine pubblico e convalidato dal Tribunale di Torino, prevede il divieto di reingresso in Italia per tre anni.