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Il caso

Dalla Jeep senza benzina alla Range Rover contestata: Corona condannato a pagare 17.500 euro

L'ex re dei paparazzi coinvolto in un'altra vicenda giudiziaria

28 Luglio 2026, 23:32

23:41

Fabrizio Corona

Fabrizio Corona

Non è una storia da rotocalco, ma un campionario di errori da manuale: un Suv fermo in autostrada, un carro attrezzi chiamato d’urgenza, una seconda vettura al centro di una contestazione per presunti malfunzionamenti e, alla fine, un giudice che ordina documenti, versioni discordanti e responsabilità. L’epilogo vale 17.500 euro, ma la cifra è la cosa meno interessante: conta il modo in cui una controversia nata nel 2023 attorno a una Jeep Wrangler e a una Range Rover Sport SVR si è trasformata in una lezione sul rapporto fra cliente e società di noleggio.

A essere condannata non è direttamente Fabrizio Corona, ma Atena Srl, impresa riconducibile alla sua famiglia e indicata come abituale utilizzatrice delle auto prese in locazione da un operatore milanese. Il Tribunale di Milano, con decisione firmata dalla giudice Maria Burza, ha respinto l’opposizione della società e confermato il pagamento di 15.000 euro a titolo di penale e 2.500 euro di spese legali a favore del noleggiatore.

Secondo La Gazzetta dello Sport e il Corriere della Sera, questa somma si somma a crediti già vantati per fatture rimaste insolute.

Il cuore del contenzioso sono due episodi distinti. Da un lato, la Range Rover Sport SVR che, secondo la versione sostenuta da Corona, avrebbe subito un guasto tale da impedirgli di onorare alcuni impegni lavorativi. Dall’altro, la Jeep Wrangler rimasta ferma lungo la A1 tra Milano e Modena.

La difesa ha provato a sostenere che i disagi dovuti ai difetti tecnici avessero generato una perdita economica idonea a compensare, almeno in parte, quanto richiesto dalla società di renting. Su questo snodo la sentenza è tranchant. Il tribunale ha giudicato “non veritiere” in diversi passaggi le dichiarazioni attribuite a Corona.

Per la Range Rover, osservano le ricostruzioni basate sugli atti, non risulta alcuna comunicazione formale del presunto malfunzionamento al noleggiatore. Quanto alla Jeep, non è emersa una rottura meccanica, ma qualcosa di molto più prosaico e difficilmente difendibile: il veicolo sarebbe rimasto semplicemente senza benzina.

C’è di più. Sempre secondo le cronache, la Wrangler sarebbe stata abbandonata sulla rete autostradale, costringendo l’operatore a inviare un carro attrezzi per riportarla in sede. Al recupero, il titolare avrebbe rilevato danni al mezzo. Il Corriere della Sera aggiunge un tassello: il riconoscimento di ulteriori 2.000 euro a titolo di ristoro per i danni alla Jeep, ritenendo plausibile che l’abbandono in autostrada abbia contribuito al deterioramento del Suv. Questo dettaglio, tuttavia, non compare con pari specificità nell’articolo della Gazzetta segnalato dall’utente e va quindi trattato come informazione riportata da altra testata, non univocamente confermata in tutte le versioni.

La vicenda non nasce solo dai fatti su strada. Sullo sfondo gravavano già pendenze economiche. Stando alla Gazzetta, il noleggiatore vantava circa 32.000 euro per chilometraggio eccedente rispetto ai limiti contrattuali: una voce poco appariscente ma tra le più frequenti nei contenziosi di settore. La decisione richiama anche un accordo commerciale tra le parti che avrebbe comportato uno sconto del 75% su quelle fatture. Segno che il giudice si è mosso dentro un rapporto già articolato, sul quale si erano tentati riequilibri economici, prima che gli episodi del 2023 facessero esplodere la lite.

Come spesso accade nelle cause civili, la questione decisiva è “chi prova cosa”. Se un cliente sostiene di aver perso denaro perché un’auto a noleggio si è fermata per un guasto, deve dimostrare almeno tre elementi: l’esistenza del malfunzionamento, la tempestiva segnalazione al locatore e il nesso concreto tra il problema tecnico e il danno lamentato. Secondo la ricostruzione accolta dalla giudice Burza, proprio questa catena probatoria non ha retto.

Per la Range Rover, l’assenza di una comunicazione tracciabile ha indebolito in radice il racconto dei difetti. A ciò si aggiunge un elemento emerso in udienza e riportato dalla Gazzetta: l’autista di Corona avrebbe confermato che l’imprenditore prese parte ad almeno una delle serate che dichiarava di aver perso a causa dei problemi all’auto. Una discrasia che, quando si invoca la compensazione per mancati guadagni, diventa dirimente.

Il caso della Jeep senza carburante resta il passaggio più eloquente. Trasforma un presunto “guasto tecnico” in un problema di ordinaria diligenza nella gestione del mezzo. Se l’arresto non è dovuto a un difetto ma alla mancanza di benzina, il perimetro delle responsabilità muta radicalmente: viene meno una possibile colpa del noleggiatore per inefficienza del veicolo e si profila, in linea di principio, un’omissione dell’utilizzatore. Qui la cronaca interseca la sicurezza stradale: ACI e Autostrade per l’Italia raccomandano di controllare il livello del carburante prima di imboccare l’autostrada e, in caso di fermo, di attivare le procedure previste e richiedere assistenza tramite i canali ufficiali, come il numero 803.111 per la rete di Autostrade per l’Italia.

Non è burocrazia: ogni sosta non programmata in autostrada espone a rischi gravi e a costi potenzialmente rilevanti. La scelta di abbandonare il veicolo, se confermata nelle modalità ricostruite, aggrava ulteriormente il quadro. Non solo rende inevitabile l’intervento del soccorso, ma apre il tema del danno successivo. È su questo crinale che il Corriere colloca il riconoscimento dei 2.000 euro ulteriori: il giudice avrebbe ritenuto plausibile il nesso tra condotta imprudente e danneggiamento del Suv.

Al netto del personaggio coinvolto, la storia illumina dinamiche ordinarie del noleggio auto. Le condizioni dei principali operatori sono chiare: il chilometraggio extra comporta addebiti aggiuntivi e il carburante mancante al rientro è tra i costi standard imputabili al cliente. Europcar distingue tra tariffe a chilometraggio illimitato e tariffe con soglia, in cui ogni chilometro in più si paga. Nella policy sul deposito cauzionale, la stessa società elenca tra i possibili addebiti extra carburante non restituito, chilometri eccedenti, giorni supplementari e danni. Anche le condizioni di Hertz richiamano l’addebito dei chilometri in eccesso e precisano che il carburante non è incluso nel prezzo base.

Tradotto in prassi: quando si firma un contratto di locazione, non conta soltanto il canone giornaliero. Occorre verificare almeno quattro capitoli contrattuali: limite chilometrico, politica sul carburante, franchigie e responsabilità per danni, procedure di assistenza in caso di fermo. È su queste clausole, spesso liquidate frettolosamente al banco o online, che si gioca l’esito di eventuali contenziosi.

Nel caso di Fabrizio Corona, l’eco mediatica è inevitabile. Ma la decisione raccontata oggi non si regge sulla notorietà: si regge su fatture, contratti, segnalazioni mancate, recuperi su strada e valutazioni giuridiche. È uno di quei casi in cui la realtà giudiziaria impone di separare l’immagine dagli atti e guardare alla sequenza concreta dei fatti.

In conclusione, non si tratta di stabilire se 17.500 euro siano tanti o pochi per un volto abituato a cachet importanti, ma di prendere atto che il Tribunale di Milano ha tracciato una linea di responsabilità netta. La Range Rover Sport SVR, secondo il giudice, non risulta oggetto di una segnalazione di guasto attendibile; la Jeep Wrangler, sempre secondo la ricostruzione accolta, non si è fermata per un difetto tecnico, bensì perché era rimasta senza carburante ed è stata poi lasciata in autostrada. Attorno, fatture insolute, chilometri eccedenti e una pretesa compensativa priva del necessario supporto probatorio.

Per chi guida lontano dai riflettori, la lezione è semplice: l’auto a noleggio non è mai un servizio “chiavi in mano”, ma un rapporto contrattuale che richiede diligenza, tempestività nelle comunicazioni e, prima di tutto, il rispetto delle regole più elementari. Anche quella, basilare, di controllare il livello della benzina prima di entrare in autostrada.