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Curiosità

Un antico elisir dei frati domenicani forse l'antenato della Coca-Cola

Un foglietto ottocentesco, custodito nella Farmacia San Marco, svela un tonico a base di noce di kola e foglie di coca che suggerisce un possibile antenato fiorentino della famosa bevanda gassata

29 Luglio 2026, 18:31

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Un antico elisir dei frati domenicani forse l'antenato della Coca-Cola

La Coca Cola potrebbe avere un antenato fiorentino, un elisir prodotto dai frati domenicani, ben prima della bevanda gassata più famosa al mondo. Una suggestione che trae origine da un documento, rimasto nascosto per oltre un secolo nell’archivio dell’antica Farmacia di San Marco, in via Cavour. A raccontare la storia è il settimanale Toscana Oggi, che ha raccolto la testimonianza di padre Manuel Russo, rettore del convento di San Marco.

Durante il riordino del patrimonio storico è stato ritrovato un foglietto pubblicitario di metà Ottocento che parla dell’esistenza di un 'Elixir vinoso ricostituente', un tonico capace di alleviare la stanchezza fisica e mentale, il mal di testa e le debolezze dovute all’età o alle fatiche straordinarie. La composizione? Trenta grammi di noce di kola e dieci grammi di foglie di coca boliviana infuse in un litro di misto alcolico. Ingredienti probabilmente arrivati tramite i missionari presenti in quel periodo in America Latina e in Africa e che sono gli stessi, secondo la ricostruzione storica, utilizzati pochi anni dopo dal farmacista statunitense John Stith Pemberton per il suo 'French Wine Coca'. Si tratta del preparato medicinale da cui nel 1886 nacque quella che sarebbe poi diventata la Coca Cola. Con una variante: l’eliminazione dell’alcol, a causa dell’entrata in vigore del proibizionismo nello Stato della Georgia, sostituito da acqua gassata e sciroppo zuccherino. Nessun collegamento diretto, ma un paio di coincidenze che alimentano il dubbio e la curiosità.

«Ho iniziato ad approfondire la documentazione conservata nel convento e ho scoperto che era uno dei prodotti più richiesti della farmacia dei frati», afferma ancora padre Russo a Toscana Oggi. «La ricetta - spiega - risale al Settecento, anche se la sua maggiore diffusione si ebbe soprattutto tra la fine dell’Ottocento e i primi anni del Novecento». Durante il periodo di Firenze Capitale, tra il 1865 e il 1871, riporta il settimanale, si racconta che anche funzionari e impiegati del ministero delle Finanze si fermassero a San Marco per sorseggiare quel tonico durante le pause di lavoro.

L’elisir continuò a essere prodotto fino agli anni Trenta del Novecento, quando il progresso della farmacologia e le nuove conoscenze sui principi attivi portarono all’abbandono di molte preparazioni tradizionali. «Dell’elisir - conclude il rettore del convento fiorentino - sono rimaste le etichette originali e alcune bottigliette vuote. Sono piccole testimonianze di una storia che racconta quanto fosse avanzata la tradizione farmaceutica dei frati domenicani».