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Val di Susa

Protesta No Tav, il gip parla di "azione violenta preordinata" e 148 agenti feriti

Il corteo del 25 luglio degenerato in assalto coordinato ai cantieri e recinzioni forzate

29 Luglio 2026, 22:51

23:00

Protesta No Tav, il gip parla di "azione violenta preordinata" e 148 agenti feriti

L’obiettivo dei No Tav era "arrecare più danni possibili ai cantieri e alle forze dell’ordine". Così la gip Giulia Caveglia, del tribunale di Torino, inquadra gli incidenti che si sono verificati in Valle di Susa durante la manifestazione dello scorso 25 luglio: un grande corteo per ribadire la contrarietà alla nuova linea ferroviaria Torino-Lione che alla fine si è tramutato in una "azione violenta preordinatamente concertata", con centinaia di dimostranti suddivisi in gruppi diversi che, operando In maniera organizzata, hanno dato l’assalto alle recinzioni del cantiere riuscendo anche a forzarle in almeno tre punti e ad irrompere all’interno del perimetro.

La ricostruzione è contenuta nell’ordinanza con cui è stata disposta la custodia cautelare in carcere per i due giovani tedeschi (una ragazza di 21 anni e un ragazzo di 25) arrestati il giorno successivo dalla polizia con il meccanismo della flagranza differita. Entrambi, nonostante abbiano respinto gli addebiti, sono sospettati di avere preso parte solo a una piccola porzione degli scontri. Il resto è ricostruito in maniera dettagliata dalla giudice, sulla scorta dei primi report investigativi, insieme a una considerazione: l’obiettivo dei No Tav «è stato in effetti raggiunto», vista «l'entità e la gravità dei danni alle strutture» e visti i 148 appartenenti alle forze dell’ordine rimasti feriti (nove hanno presentato denuncia).

La giudice sottolinea che un leader storico del movimento No TAV aveva annunciato che si sarebbe trattato di un corteo tra Venaus - dove si era appena concluso il festival musicale alta felicità - e località Traduerivi, sulla spianata alle porte di Susa, ma che la manifestazione ha preso un corso differente: alla fine i gruppi di dimostranti si sono sparpagliati per la vallata, fra una deviazione, una scorciatoia e persino un breve viaggio in treno, per attaccare a sorpresa i vari cantieri del Tav. Alcuni, dall’alto di un viadotto dell’autostrada del Frejus, hanno gettato grossi sassi verso le forze dell’ordine.