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30 luglio 2026 - Aggiornato alle 16:14
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la cerimonia del ventaglio

«Tensioni elettorali intempestive», Mattarella tira le orecchie ai partiti e ricorda che le leggi non si piegano a singoli casi

Parlando con i giornalisti il Presidente torna a fissare un confine netto: contro la violenza, contro le scorciatoie, contro la tentazione di piegare le regole

30 Luglio 2026, 14:48

14:50

Mattarella al Ventaglio, il richiamo che pesa sulla politica: le leggi non si piegano ai casi del momento

Nel corso della tradizionale cerimonia del Ventaglio con i giornalisti, il capo dello Stato sollecita il mondo politico a ritrovare il «reciproco rispetto, senza inopportuna aggressività verbale, spesso immotivata e, a mio avviso, anche controproducente». Un appello, dunque, ad abbassare i toni e a lasciare da parte gli accenti incendiari. Con le urne ancora lontane, le tensioni elettorali sono, per Mattarella, «per la verità piuttosto intempestive» e rischiano di sottrarre attenzione «ai problemi che riguardano la vita quotidiana dei nostri concittadini». L’invito, rivolto anche all’esecutivo, è a concentrarsi sul merito delle questioni, evitando la tentazione di «alterare la realtà delle questioni».

Un richiamo che arriva dopo le polemiche sul caso Roggero, la morte di Fakir e gli episodi di violenza in Val di Susa. Quanto alla legge elettorale, il presidente ricorda che non rientra nelle sue attribuzioni esprimere valutazioni su materie politiche e che non spetta a lui giudicare in anticipo né la riforma del voto né altri provvedimenti «che sarò chiamato a esaminare laddove mi pervengano». Lo preoccupa, invece, la progressiva e crescente astensione, tema che a suo avviso dovrebbe essere affrontato da tutte le forze politiche.

Sulla Val di Susa, il capo dello Stato è netto: «La violenza è un virus letale per la democrazia e per la vita sociale. Aggredisce la Costituzione chi la pratica, chi la predica, chi la giustifica». Chiede alle forze politiche «maggiore responsabile attenzione» per arginare un fenomeno allarmante: «Una sorta di rifiuto sdegnato non di condividere ma di ascoltare le opinioni altrui. Non ci si può sorprendere che ne derivi un clima di reciproca intolleranza, di avversione fanatica che contribuisce a seminare germi di violenza». Gli scontri e le aggressioni avvenuti in Val di Susa contro l’alta velocità ferroviaria sono, sottolinea, un fatto grave e «inammissibile», perché minano le basi della convivenza democratica. E avverte che «non è accettabile alcuna esitazione né circospezione nel condannare e contrastare simili comportamenti aggressivi».

Un messaggio chiaro e fermo alla maggioranza arriva anche sul caso del gioielliere Mario Roggero, che chiede la grazia con il sostegno del centrodestra: non si possono varare leggi ad personam sull’onda di fatti di cronaca, della pressione dell’opinione pubblica o dei social. «In una società civilmente ordinata, rassicurante per i cittadini, i comportamenti individuali devono rispettare le regole comuni, quelle della legge». Il contrario, cercare cioè di adattare le norme ai comportamenti dei singoli, caso per caso, non rafforza la sicurezza ma equivale a sancire «l’abdicazione dello Stato».