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Ceuta, 22 Paesi firmano lettera promossa da Italia e Danimarca per videoconferenza urgente all'Ue

Sollecitazioni per coordinare la risposta alla crisi alla frontiera dell'enclave spagnola in Africa

01 Agosto 2026, 11:35

12:39

Ceuta, 22 Paesi firmano lettera promossa da Italia e Danimarca per videoconferenza urgente all'Ue

Italia e Danimarca hanno promosso una lettera ai vertici Ue «in relazione ai recenti sviluppi alla frontiera esterna dell’Unione europea a Ceuta».

La missiva, firmata da 22 Paesi tra cui non compaiono tra gli altri Spagna e Francia, è indirizzata al presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, alla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e al presidente di turno del Consiglio dell’Unione europea, Micheál Martin.

Chiede alla presidenza irlandese la «convocazione urgente di una videoconferenza straordinaria dei ministri dell’Interno» per una valutazione congiunta della situazione e la definizione di una «risposta europea coordinata».

La lettera promossa da Italia e Danimarca è stata sottoscritta anche da Austria, Bulgaria, Croazia, Estonia, Germania, Ungheria, Lituania, Paesi Bassi, Romania, Slovacchia, Belgio, Cipro, Repubblica Ceca, Finlandia, Grecia, Lettonia, Malta, Polonia, Slovenia e Svezia.

Il TESTO DELLA LETTERA:

Scriviamo per esprimere la nostra seria preoccupazione riguardo ai recenti sviluppi al confine esterno dell’Unione europea a Ceuta. Siamo determinati a impedire che i trafficanti mettano a repentaglio l’integrità delle frontiere esterne dell’Unione.

Inizia così la lettera promossa da Italia e Danimarca, firmata da altri 20 Stati europei, inviata ai vertici Ue per affrontare con urgenza la crisi migratoria a Ceuta.

Riconosciamo -sottolineano i leader firmatari del testo- che la recente sentenza della Corte Suprema spagnola è stata usata per scatenare questo attacco e abusare del nostro sistema di migrazione e asilo. Allo stesso tempo, abbiamo il dovere di scoraggiare efficacemente e combattere incessantemente l’immigrazione clandestina, coordinando le nostre azioni, rafforzando i nostri confini esterni e affrontando tutte le politiche che possono fungere da fattori di attrazione, come la regolarizzazione di un numero molto elevato di migranti irregolari”.

Non possiamo permettere -avvertono- attraversamenti di massa incontrollati, la strumentalizzazione della migrazione o altre minacce ibride che creino la percezione che l’ingresso illegale nell’Unione europea sia possibile o che l’ingresso illegale di un migrante possa trasformarsi in un soggiorno legale. Una tale percezione incoraggerebbe ulteriori tentativi, minerebbe la fiducia nella nostra politica migratoria comune e avrebbe ripercussioni per tutti gli Stati membri. La situazione attuale sottolinea anche l’importanza della Dichiarazione di Chisinau sulla migrazione e la necessità di una sua attuazione rapida ed efficace”.

Secondo i 22 Paesi Ue, “gli eventi degli ultimi giorni richiedono una risposta europea immediata e coordinata. Accogliamo con favore che Spagna e Marocco stiano collaborando strettamente per garantire il rapido ritorno dei migranti entrati illegalmente e che un gran numero di loro sia già stato rimpatriato. Ci aspettiamo che, con il sostegno dell’Unione europea, la situazione attuale venga riportata sotto pieno controllo”.

“Alla luce della gravità della situazione, chiediamo alla presidenza irlandese del Consiglio dell’Unione europea di convocare, con urgenza, una videoconferenza straordinaria dei ministri dell’Interno. Questo incontro dovrebbe consentire una valutazione comune della situazione e un accordo su una risposta europea coordinata, inclusa la rapida mobilitazione degli strumenti Ue disponibili e il necessario supporto alla Spagna per ristabilire il controllo efficace ed effettivo della frontiera esterna dell’Unione e prevenire ulteriori attraversamenti incontrollati. I ministri -è il suggerimento- dovrebbero in particolare valutare un maggiore sostegno da parte di Frontex e l'efficacia della cooperazione Ue con il Marocco. Prendiamo atto che non sono stati registrati movimenti non autorizzati verso l’Europa. Ribadiamo la nostra disponibilità ad adottare tutte le misure necessarie, conformemente al diritto dell’Unione e al Codice delle frontiere Schengen, per salvaguardare l’ordine pubblico e affrontare i rischi derivanti dai movimenti secondari, anche attraverso il rafforzamento o la reintroduzione dei controlli temporanei alle frontiere interne”.

Il “Consiglio europeo -si conclude la missiva- ha costantemente sottolineato che proteggere le frontiere esterne dell’Unione, prevenire la migrazione illegale e i movimenti secondari, e garantire la solidarietà con gli Stati membri in prima linea o sottoposti a particolare pressione sono responsabilità europee condivise. La situazione attuale richiede unità, determinazione e urgenza. Contiamo sulla vostra leadership per garantire che l’Unione Europea risponda in modo rapido, efficace e coordinato”.