Immigrazione
Ceuta, per Madrid tornata la normalità in meno di 48 ore. Sanchez: "Siamo la frontiera esterna più sicura dell’Ue"
Dopo l'arrivo di circa 50.000 persone; il governo spagnolo esclude regolarizzazioni, segnala almeno 67 morti e invoca la responsabilità condivisa dell'UE
«In meno di 48 ore, si sta raggiungendo la normalità a Ceuta», dopo l’arrivo in massa di circa 50.000 persone e il ritorno della gran parte nel Paese d’origine, e «chi è entrato in maniera irregolare non ha alcuna opzione di regolarizzazione».
Lo afferma il ministro dell’Interno spagnolo, Fernando Grande-Marlaska, in conferenza stampa a Ceuta dopo la riunione con il delegato del governo nell’exclave sulla crisi dei migranti.
«La strumentalizzazione dell’immigrazione irregolare da parte delle mafie costa vite», ha affermato, nel confermare che "almeno 67 persone sono morte" nel tentativo di raggiungere a nuoto la città autonoma.
«La sicurezza delle frontiere è responsabilità comune», aveva precedentemente affermato il premier spagnolo, Pedro Sanchez, nella lettera inviata al presidente del Consiglio Ue, Antonio Costa, alla presidente della Commissione, Ursula von der Leyen e alla presidenza irlandese del Consiglio. Sanchez sottolinea che la Spagna ha perseguito «una politica migratoria efficace basata sulla solidarietà», che ha consentito di ridurre drasticamente gli arrivi irregolari e di diventare, pur essendo "l'unico Stato membro con una frontiera terrestre con l’Africa”, la «seconda frontiera esterna più sicura dell’Ue». Ricorda inoltre che Madrid ha aiutato altri partner europei, accogliendo migranti arrivati attraverso la Bielorussia nel 2021 e a Lampedusa nel 2023.
"A Ceuta la situazione non è ancora tornata alla normalità", afferma invece il presidente della città autonoma, Juan Jesus Vivas, durante una conferenza stampa con il leader del Partito Popolare, Alberto Nunez Feijoo, facendo il punto sulla crisi migratoria.
Vivas ha spiegato che i rimpatri "volontari" avviati ieri si stanno sviluppando con notevole intensità, una circostanza della quale, ha detto, «i cittadini di Ceuta si rallegrano».
"Tuttavia, a Ceuta la situazione non è ancora tornata alla normalità", ha ribadito, sottolineando che nell’exclave «restano ancora diverse migliaia di persone» che devono essere rimpatriate nel loro Paese d’origine.
«Ancora oggi a Ceuta c'è un clima, uno stato d’animo della popolazione segnato dall’inquietudine e dalla preoccupazione», ha evidenziato, nel ribadire la necessità che tutte le amministrazioni dello Stato mantengano una risposta ferma di fronte a «una delle fasi più critiche e difficili» della storia recente di Ceuta.
Il ministro dell’Interno, Fernando Grande-Marlaska, aveva assicurato che «la situazione a Ceuta era tornata alla quasi normalità», dopo gli arrivi in massa dei migranti a inizio settimana.