Ceuta, l'allarme dell'amministrazione dell'exclave spagnola: centri al collasso e migliaia di migranti per strada
L'assessore Alberto Gaitan denuncia il sovraffollamento record per l'accoglienza dei minori e l'incertezza sui dati ufficiali relativi a ingressi e rimpatri
L'emergenza migratoria a Ceuta continua a destare profonda preoccupazione, con un quadro reso ancora più complesso dalla mancanza di dati certi. Durante un'intervista radiofonica all'emittente Cadena Ser, l'assessore alla presidenza dell'amministrazione locale, Alberto Gaitan, ha ammesso l'assenza di stime ufficiali e definitive sul numero esatto di persone entrate e uscite dall'enclave spagnola. Secondo le valutazioni del ministero dell'Interno, che tuttavia divergono dai dati in possesso di altri dicasteri, i rimpatri avrebbero finora coinvolto circa 73.000 persone. Nonostante questi interventi, tra le 3.000 e le 5.000 persone si troverebbero ancora disperse per la città, trovando riparo di fortuna principalmente sulle colline e nelle zone scogliose.
Gaitan ha definito la situazione attuale estremamente difficile, sottolineando come la gestione della crisi rischi di diventare insostenibile senza un'adesione ai rimpatri volontari nei Paesi di origine. Le infrastrutture locali sono infatti allo stremo: il Centro di soggiorno temporaneo (Ceti), progettato per accogliere un massimo di 600 persone, è totalmente occupato, costringendo un migliaio di migranti ad accamparsi all'esterno in un contesto di assoluto collasso logistico. A destare il maggiore allarme è però la condizione dei minorenni non accompagnati. L'assessore ha reso noto che al momento si contano 862 minori censiti a fronte di una capacità di accoglienza fissata dal governo centrale ad appena 29 posti. Si tratta di un tasso di sovraffollamento che sfiora il 3.000%, con la concreta prospettiva che i numeri possano ulteriormente aggravarsi nei prossimi giorni.
