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L'addio

Ultimo saluto a don Antonio Mazzi a Sant'Ambrogio. Lele Mora: «Per me come un secondo padre»

Basilica gremita, autorità e vip rendono omaggio al fondatore di Exodus e al suo impegno per gli ultimi

03 Agosto 2026, 15:42

17:15

Ultimo saluto a don Antonio Mazzi a Sant'Ambrogio. Lele Mora: «Per me come un secondo padre»

Un lungo applauso ha accolto l'arrivo del feretro di don Antonio Mazzi nella basilica di Sant'Ambrogio a Milano, dove è in corso il funerale del fondatore della comunità Exodus, morto venerdì all’età di 96 anni. La chiesa è piena di amici, collaboratori ed ex ospiti della comunità. Tra le autorità presenti il sindaco di Milano Giuseppe Sala, il prefetto Claudio Sgaraglia e don Luigi Ciotti. Ai funerali è arrivato anche il presidente di Rcs MediaGroup Urbano Cairo. «Era legato agli ultimi, a chi aveva dei problemi. Aveva la sicurezza di poter aiutare e comunque ci provava sempre», ha detto Cairo prima della celebrazione. «Era una persona straordinaria, con cui ho avuto un rapporto bello. Sono molto dispiaciuto che sia mancato».

E anche Beppe Marotta e Lele Mora partecipano al funerale del fondatore della comunità Exodus. «Don Mazzi ha interpretato il vero valore cristiano del perdono ed è sempre riuscito ad accompagnare coloro che sono caduti e metterli sulla retta via - ha detto il presidente dell’Inter arrivando nella basilica di Sant'Ambrogio a Milano dove si svolgono le esequie - È una persona a cui dobbiamo tanta riconoscenza e che ci dobbiamo sempre portare nel cuore». Tra i primi ad arrivare alla cerimonia anche Lele Mora: «Per me don Mazzi è stato un secondo papà».

Alla conclusione dei funerali sono stati distribuiti ai presenti dei volantini con quello che il sacerdote aveva definito il suo testamento spirituale: la «preghiera del ciao».

«Il ciao è leggero come un bacio. Il ciao è dolce come un cioccolatino. Il ciao è fraterno come un abbraccio. Il ciao è travolgente come un sorriso», si legge nel testo, che si conclude con le parole: «Il ciao lo voglio scritto sulla mia tomba perché dice, con quattro lettere, chi sono, cosa ho fatto e cosa farò. Signore, ciao!».

All’uscita del feretro dalla basilica, accompagnato da un lungo applauso, molte delle persone presenti hanno scandito in coro «Don Mazzi, Don Mazzi», mentre dagli altoparlanti risuonavano le note di «Io vagabondo» dei Nomadi.