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Inchiesta

Migranti a Ceuta, Madrid indaga su una possibile regia delle mafie: dubbi su "fenomeno ordinario o spontaneo"

50.000 ingressi sono considerati sospetti; frattanto crescenti tensioni tra Madrid e Rabat

03 Agosto 2026, 20:26

Migranti a Ceuta, Madrid indaga su una possibile regia delle mafie: dubbi su "fenomeno ordinario o spontaneo"

La Spagna vuole capire se dietro la più imponente ondata migratoria mai registrata a Ceuta ci sia una azione coordinata di gruppi criminali. Una regia che ha messo in ginocchio l’exclave spagnola in Nord Africa sotto l'onda d’urto di una marea umana. Il tribunale dell’Audiencia Nacional ha aperto un’inchiesta preliminare e ha incaricato l'Unità centrale immigrazione e frontiere (Ucrif) della polizia nazionale di verificare se l’ingresso irregolare di almeno 50.000 persone dal Marocco tra il 30 e il 31 luglio sia stata il risultato di «un’azione concertata».

Nell’ordinanza, la giudice Maria Tardon dispone che siano raccolti «tutti gli elementi di identificazione di coloro che hanno potuto partecipare a tali azioni», trasmettendo gli atti alla Procura. Mentre resta ancora da stabilire se la competenza sull'indagine spetti effettivamente al tribunale nazionale, deputato per indagare i reati collegati alla criminalità organizzata internazionale, il terrorismo e il traffico di droga, fra gli altri.

L’inchiesta nasce da una denuncia del partito Iusticia Europa, formazione extraparlamentare che si autodefinisce «della società civile», presentata contro funzionari, «componenti di organizzazioni criminali» e autorità spagnole e straniere, che ipotizza reati tra cui il favoreggiamento dell’immigrazione illegale, il traffico di persone, l’organizzazione criminale e l'omissione del dovere di perseguire i reati.

Secondo l’esposto, la mobilitazione di migliaia di persone "non può essere qualificata come un fenomeno migratorio ordinario o spontaneo", ma presenta «indizi di un’organizzazione criminale transnazionale». Inoltre, la presunta passività dei controlli sulle coste marocchine potrebbe essere il segnale di una «tolleranza consapevole» da parte delle autorità del regno alauita.

Sul piano politico, durante la visita a Ceuta, venerdì, il premier Pedro Sanchez aveva definito l’esodo migratorio «una violazione dell’integrità territoriale della Spagna», attribuendolo a «una lettura interessata delle mafie» della recente sentenza del Tribunale Supremo, che vieta i respingimenti immediati a chi raggiunge Ceuta irregolermente a nuoto, evitando però accuratamente di accusare il Marocco. E anche oggi la portavoce del governo, Elma Saiz, ha elogiato la collaborazione di Rabat nei rimpatri della gran parte dei migranti irregolari.

Ma mentre sul fronte politico interno, si infiamma la polemica sui rapporti che - secondo quanto rivelato dalla Cadena Ser - l’intelligence spagnola avrebbe inviato nei giorni precedenti lo tsunami migratorio, avvertendo più volte il ministero dell’Interno del pericolo di ingressi in massa, Madrid alza il tiro. E chiede ora anche spiegazioni a Rabat, che ieri ha accusato «le mafie della disinformazione» di essere dietro l'assalto a Ceuta. La ministra della Difesa, Margarita Robles, ha difeso con forza l’operato dell’intelligence e ha invitato il Marocco a «fare piena luce» sull'accaduto e a «indagare fino in fondo chi c'è dietro queste reti di trafficanti» di esseri umani, denunciando che «non si possono mandare i giovani verso la morte».

(ANSA)

Chiesto rapporto a polizia su ipotesi di azione coordinata. Madrid: 'Rabat spieghi' di Paola Del Vecchio

(ANSA) - MADRID, 03 AGO - La Spagna vuole capire se dietro la più imponente ondata migratoria mai registrata a Ceuta ci sia una azione coordinata di gruppi criminali. Una regia che ha messo in ginocchio l’exclave spagnola in Nord Africa sotto l'onda d’urto di una marea umana. Il tribunale dell’Audiencia Nacional ha aperto un’inchiesta preliminare e ha incaricato l'Unità centrale immigrazione e frontiere (Ucrif) della polizia nazionale di verificare se l’ingresso irregolare di almeno 50.000 persone dal Marocco tra il 30 e il 31 luglio sia stata il risultato di «un’azione concertata».

Nell’ordinanza, la giudice Maria Tardon dispone che siano raccolti «tutti gli elementi di identificazione di coloro che hanno potuto partecipare a tali azioni», trasmettendo gli atti alla Procura. Mentre resta ancora da stabilire se la competenza sull'indagine spetti effettivamente al tribunale nazionale, deputato per indagare i reati collegati alla criminalità organizzata internazionale, il terrorismo e il traffico di droga, fra gli altri.

L’inchiesta nasce da una denuncia del partito Iusticia Europa, formazione extraparlamentare che si autodefinisce «della società civile», presentata contro funzionari, «componenti di organizzazioni criminali» e autorità spagnole e straniere, che ipotizza reati tra cui il favoreggiamento dell’immigrazione illegale, il traffico di persone, l’organizzazione criminale e l'omissione del dovere di perseguire i reati.

Secondo l’esposto, la mobilitazione di migliaia di persone "non può essere qualificata come un fenomeno migratorio ordinario o spontaneo», ma presenta «indizi di un’organizzazione criminale transnazionale». Inoltre, la presunta passività dei controlli sulle coste marocchine potrebbe essere il segnale di una «tolleranza consapevole» da parte delle autorità del regno alauita.

Sul piano politico, durante la visita a Ceuta, venerdì, il premier Pedro Sanchez aveva definito l’esodo migratorio «una violazione dell’integrità territoriale della Spagna», attribuendolo a «una lettura interessata delle mafie» della recente sentenza del Tribunale Supremo, che vieta i respingimenti immediati a chi raggiunge Ceuta irregolermente a nuoto, evitando però accuratamente di accusare il Marocco. E anche oggi la portavoce del governo, Elma Saiz, ha elogiato la collaborazione di Rabat nei rimpatri della gran parte dei migranti irregolari.

Ma mentre sul fronte politico interno, si infiamma la polemica sui rapporti che - secondo quanto rivelato dalla Cadena Ser - l’intelligence spagnola avrebbe inviato nei giorni precedenti lo tsunami migratorio, avvertendo più volte il ministero dell’Interno del pericolo di ingressi in massa, Madrid alza il tiro. E chiede ora anche spiegazioni a Rabat, che ieri ha accusato «le mafie della disinformazione» di essere dietro l'assalto a Ceuta. La ministra della Difesa, Margarita Robles, ha difeso con forza l’operato dell’intelligence e ha invitato il Marocco a «fare piena luce» sull'accaduto e a «indagare fino in fondo chi c'è dietro queste reti di trafficanti» di esseri umani, denunciando che «non si possono mandare i giovani verso la morte».