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Il tuffo nel buio e poi il silenzio: recuperato nel Lago di Como un ragazzo di 18 anni, notte di ricerche senza sosta
La sequenza di pochi istanti che ha fatto scattare una complessa macchina dei soccorsi sul Lario
Un ragazzo di 18 anni è morto dopo essersi tuffato nelle acque del lago di Como durante la notte. L'episodio è avvenuto poco prima delle 2 al pontile di Acquaseria, frazione del comune di San Siro, sulla sponda occidentale del Lario. Secondo le prime ricostruzioni, il giovane si trovava con alcuni amici quando ha deciso di tuffarsi dal pontile. Dopo essere riemerso per un breve istante, è scomparso sott'acqua senza più riemergere. Gli amici hanno immediatamente chiamato il Numero unico di emergenza 112.
La segnalazione è stata presa in carico dalla sala operativa del Reparto Operativo Laghi della Guardia Costiera, che coordina le attività di soccorso sui principali laghi italiani. Sul posto sono intervenuti i mezzi navali della Guardia Costiera, i Vigili del Fuoco di Dongo e Bellano con le rispettive unità nautiche e i sommozzatori, giunti da Torino. Presenti anche i Carabinieri del Radiomobile di Menaggio e il personale del 118. Le ricerche sono proseguite per tutta la notte e stanno proseguendo anche oggi.
Il luogo dell'incidente
Acquaseria è una frazione del comune di San Siro, in un tratto della sponda occidentale del lago di Como frequentato durante l'estate da residenti e turisti. Pontili e piccoli approdi vengono spesso utilizzati come punti di accesso all'acqua, soprattutto nelle ore serali.
Come ricordano le autorità, i laghi possono presentare condizioni insidiose anche quando la superficie appare tranquilla. Correnti, sbalzi di profondità, basse temperature e la scarsa visibilità notturna possono aumentare il rischio per chi si tuffa o nuota. Sulle cause dell'accaduto sono in corso gli accertamenti. Saranno le attività di ricerca e gli eventuali approfondimenti investigativi a ricostruire con precisione quanto accaduto dopo il tuffo.
Le operazioni di ricerca
L'intervento ha richiesto il coordinamento di più corpi di soccorso. Dopo l'allarme al 112, la gestione delle operazioni è passata al Reparto Operativo Laghi della Guardia Costiera, struttura istituita per coordinare gli interventi di ricerca e soccorso sui principali bacini lacustri italiani. I Vigili del Fuoco hanno impiegato anche i nuclei sommozzatori, specializzati nella ricerca di dispersi in ambiente acquatico. In queste situazioni le operazioni si sviluppano generalmente in più fasi: una prima ricognizione in superficie, la delimitazione dell'area indicata dai testimoni e, quando le condizioni lo consentono, le ricerche subacquee.
Le testimonianze degli amici del giovane, che lo avrebbero visto riemergere per pochi istanti prima della scomparsa, rappresentano uno degli elementi utilizzati dai soccorritori per concentrare le ricerche nell'area del presunto inabissamento. Alle 6 il corpo del 18enne è stato recuperato.