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il confronto

Hezbollah attacca i colloqui tra Libano e Israele: "Vergogna e umiliazione". Qassem apre al dialogo con la Siria

Alla vigilia dei colloqui trilaterali a Roma tra Libano, Israele e Stati Uniti arriva la bocciatura dei negoziati

04 Agosto 2026, 10:39

10:40

Fragile truce conditioned on Hezbollah: Blue Helmet killed after the announcement of the U.S. agreement

Ansa Photo

Si alza la tensione alla vigilia del nuovo round di colloqui tra Libano, Israele e Stati Uniti previsto a Roma. Hezbollah ha duramente criticato i negoziati, definendoli una "vergogna e un'umiliazione", mentre il suo leader Naim Qassem ha aperto, per la prima volta, alla possibilità di un incontro con il nuovo governo siriano.

Hezbollah contro i negoziati tra Libano e Israele

Il movimento sciita libanese ha espresso una netta contrarietà ai colloqui trilaterali che vedono coinvolti Libano, Israele e Stati Uniti, organizzati con l'obiettivo di favorire una soluzione alle tensioni lungo il confine meridionale libanese.

Secondo Hezbollah, il presidente del Libano starebbe alimentando le divisioni interne sostenendo il dialogo con Israele. Il gruppo considera i negoziati incompatibili con la propria linea politica e continua a respingere qualsiasi percorso di normalizzazione con lo Stato israeliano.

L'incontro di Roma rappresenta un nuovo tentativo diplomatico per affrontare le questioni di sicurezza ancora aperte tra i due Paesi, in un contesto regionale caratterizzato da forti tensioni.

Qassem apre al dialogo con il nuovo governo siriano

Parallelamente, il segretario generale di Hezbollah, Naim Qassem, ha espresso la disponibilità a un incontro pubblico con la nuova leadership della Siria, segnando un cambio di tono rispetto al recente passato.

"Nulla impedisce un incontro pubblico tra Hezbollah e la leadership siriana quando entrambe le parti lo riterranno opportuno", ha dichiarato Qassem, aggiungendo di auspicare "relazioni fraterne e positive" tra Libano e Siria.

L'apertura assume particolare rilievo considerando che Hezbollah aveva sostenuto per anni l'ex presidente Bashar al-Assad durante la guerra civile siriana.

Il ruolo degli Stati Uniti e la posizione di Damasco

Le dichiarazioni di Qassem arrivano dopo gli appelli del presidente statunitense Donald Trump, che aveva invitato il nuovo governo di Damasco ad assumere un ruolo più attivo nei confronti di Hezbollah.

Il presidente siriano Ahmad al-Sharaa, tuttavia, ha escluso un intervento diretto negli affari libanesi, ribadendo che la Siria non intende intraprendere azioni contro il movimento sciita.

Un quadro regionale ancora fragile

Le prese di posizione di Hezbollah evidenziano la complessità degli equilibri in Medio Oriente. Da una parte proseguono gli sforzi diplomatici tra Libano, Israele e Stati Uniti per ridurre le tensioni al confine; dall'altra, il movimento sciita mantiene una posizione di netta opposizione ai negoziati, mentre cerca al tempo stesso di ridefinire i rapporti con la nuova leadership siriana dopo il cambio di governo a Damasco.

L'evoluzione dei colloqui di Roma e i futuri rapporti tra Hezbollah e la Siria saranno tra gli elementi più osservati nelle prossime settimane per comprendere gli sviluppi degli equilibri regionali.