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L'EPIDEMIA

Ciclosporiasi, negli Usa 18mila casi: cos'è, sintomi e il focolaio legato alla lattuga

Allerta alimentare per un'infezione intestinale causata da un parassita microscopico che colpisce l'intestino tenue

04 Agosto 2026, 12:51

13:00

Ciclosporiasi, negli Usa 18mila casi: cos'è, sintomi e il focolaio legato alla lattuga

L'epidemia di ciclosporiasi in corso negli Stati Uniti ha ormai superato ogni precedente storico. I Centers for Disease Control and Prevention contano oltre 18mila casi tra confermati e sospetti nella stagione in corso, contro i circa 4.700 del 2019, finora il picco di riferimento. Il Michigan resta lo Stato più colpito, con 11.234 casi segnalati e 193 ricoveri secondo i dati diffusi lunedì dalle autorità sanitarie statali.

La ciclosporiasi è un'infezione intestinale causata da Cyclospora cayetanensis, un parassita microscopico che colpisce l'intestino tenue e provoca diarrea acquosa, spesso descritta come frequente e improvvisa, insieme a crampi, nausea, vomito, stanchezza e perdita di appetito. Nella maggior parte dei casi l'infezione si risolve da sola, ma può trascinarsi per settimane, con miglioramenti apparenti seguiti da ricadute. Il tempo di incubazione, tra i 2 e i 14 giorni, complica la ricostruzione di cosa e dove si sia mangiato l'alimento contaminato.

A rendere la sorveglianza ancora più difficile è la diagnosi: individuare Cyclospora richiede test specifici, non sempre inclusi negli esami di routine, e in alcuni casi serve analizzare più campioni in giorni diversi. Il Michigan ha invitato chi presenta diarrea acquosa persistente a chiedere esplicitamente al medico il test per Cyclospora, proprio per evitare che i casi restino fuori dal conteggio ufficiale. I CDC segnalano inoltre un ritardo di circa sei settimane tra l'esordio dei sintomi e la registrazione nel sistema nazionale, motivo per cui i numeri sono destinati a crescere ancora.

Il contagio diretto da persona a persona sarebbe improbabile: il parassita eliminato con le feci avrebbe bisogno di una o due settimane nell'ambiente prima di diventare infettivo. Il rischio si concentra quindi sulla filiera di produzione e distribuzione degli alimenti, non sul contatto tra individui.

La pista Taylor Farms

L'indagine della Food and Drug Administration, condotta con CDC e autorità statali, ha isolato un focolaio multi-statale legato alla lattuga iceberg triturata fornita da Taylor Farms de Mexico, poi richiamata. Al 24 luglio questo cluster contava 1.947 contagiati in nove Stati (Illinois, Indiana, Kansas, Kentucky, Michigan, Ohio, Oklahoma, Pennsylvania e West Virginia), con 98 ricoveri. La FDA precisa però che si tratta solo di una parte dell'ondata complessiva, non della sua totalità.

Il 19 luglio l'agenzia aveva dovuto correggere un campione di lattuga inizialmente risultato positivo, rivelatosi un falso positivo di laboratorio. Ma il tracciamento epidemiologico, chiarisce la FDA, continua comunque a convergere sulla lattuga di Taylor Farms de Mexico.

Non è la prima volta

Negli Stati Uniti i focolai di ciclosporiasi sono già stati collegati in passato a insalate confezionate, basilico, coriandolo, lamponi, piselli mangiatutto e cipollotti: prodotti freschi, consumati crudi o con lavorazione minima, che viaggiano lungo catene distributive complesse. Il Michigan ha raccomandato a ristoranti e cucine commerciali di preferire cespi interi anziché prodotti già lavati e imbustati, rimuovendo gli strati esterni delle foglie e lavando accuratamente quelle interne.

Sul piano nazionale, tra i 6.707 casi già confermati in laboratorio al 27 luglio si contano 423 ricoveri e segnalazioni da 45 Stati; l'età dei pazienti va da 1 a 98 anni, con età mediana di 44 anni. A questi si aggiungono 1.018 casi confermati acquisiti fuori dagli Stati Uniti, contati separatamente. Il trattamento indicato è a base di trimetoprim-sulfametossazolo, con reintegro dei liquidi essenziale nei casi più severi.