Aggiungi La Sicilia come fonte preferita English Version Translated by Ai
4 agosto 2026 - Aggiornato alle 17:30
Aggiungi La Sicilia come fonte preferita su Google
×

la storia

La pensione continuava ad arrivare, il corpo della madre restava nel congelatore

Scoperta choc in Galles dove la polizia ha ritrovato l'anziana scomparsa nel soggiorno del figlio dopo un controllo di welfare

04 Agosto 2026, 17:02

17:10

La pensione continuava ad arrivare, il corpo della madre restava nel congelatore

Christopher Phillips, 60 anni, ha conservato per quasi tre anni il corpo della madre adottiva, Silvia Phillips, 89 anni, in un congelatore a pozzetto collocato nel soggiorno, facendo risultare l’anziana ancora in vita per continuare a riscuotere pensione e sussidi statali.

Scoperto dagli agenti della South Wales Police, è stato condannato dalla corte di Cardiff a due anni e quattro mesi di reclusione.

La vicenda prende avvio l’8 marzo 2023, data del decesso di Silvia Phillips, che aveva adottato Christopher quando aveva due anni e con cui aveva condiviso circa mezzo secolo di vita. L’uomo, che dal 2008 aveva lasciato il lavoro per assisterla a tempo pieno, avrebbe vegliato gli ultimi istanti della donna promettendo che avrebbe continuato a occuparsi di lei.

Due giorni dopo, il 10 marzo 2023, ordinò online un freezer a pozzetto e vi depose la salma. Particolarmente sconcertante è la collocazione dell’elettrodomestico: non nascosto in cantina o in garage, ma al centro della quotidianità domestica, nel salotto. Il congelatore era camuffato con un plaid leopardato a motivi di rose gialle e rosa; sopra, un biglietto di dedica alla madre, firmato da Christopher e dal cane di famiglia, Tina.

Secondo la difesa, per anni l’uomo si sarebbe seduto accanto al freezer, intrattenendo finte conversazioni con l’anziana su cavalli, programmi TV e la soap opera Coronation Street.

Alla negazione del lutto si è affiancata una pianificazione truffaldina meticolosa. Nell’arco di quasi tre anni, Phillips ha mentito al medico di famiglia e ai sanitari, sostenendo che la madre fosse troppo debole per sottoporsi a visite e continuando a ritirare prescrizioni e farmaci a suo nome, così da alimentare l’illusione burocratica di una presenza in vita.

Nel frattempo ha incassato indebitamente pensione statale, Pension Credit, contributi per l’affitto e sostegni per il caro-vita e il riscaldamento, per un totale di 91.303,19 euro (oltre 78mila sterline).

Il castello di carte è crollato il 17 febbraio 2026, quando la polizia ha effettuato un controllo di welfare nell’abitazione, sollecitato dal medico di base allarmato dall’irreperibilità prolungata dell’anziana.

In un primo momento Phillips ha affermato che la madre si trovasse a Londra presso alcuni cugini; incalzato a fornire dettagli verificabili, ha ceduto.

Davanti ai giudici, l’uomo si è dichiarato colpevole di aver impedito una sepoltura dignitosa e di due capi d’accusa per frode.

La giudice Tracey Lloyd-Clarke, pur rilevando l’assenza di oltraggi fisici alla salma, ha sottolineato la gravità del prolungato occultamento e il chiaro tornaconto economico, comminando la pena detentiva.

Resta aperto il fascicolo del coroner: il patologo non è stato in grado di accertare formalmente la causa del decesso di Silvia Phillips, mentre gli inquirenti, al momento, escludono l’ipotesi di omicidio.