Medio Oriente
Hormuz, la riapertura non è più un miraggio: accordo tra Iran e Oman. In Libano nuovi bombardamenti dall'Idf
Una tregua di 60 giorni rivoluziona il traffico nel Golfo Persico con nuove rotte e tasse di servizio, in concomitanza con l'impegno diplomatico della Farnesina, con Tajani che sente il suo omologo iraniano
Iran e Oman hanno raggiunto un accordo cruciale per ridefinire le rotte marittime nello Stretto di Hormuz, una mossa che mira a stabilire una tregua di sessanta giorni con Washington e a far ripartire i delicati negoziati sulla sicurezza della navigazione e sulla questione nucleare. Il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran, Esmail Baghaei, ha confermato che la dichiarazione congiunta tra i due Paesi è ormai alle battute finali. L'intesa, tuttavia, è vincolata a un monito chiaro rivolto agli Stati Uniti: il processo andrà avanti a patto che terze parti non intervengano per ostacolarlo.
Durante i due mesi di tregua, il traffico marittimo subirà una rigorosa riorganizzazione geografica. Le imbarcazioni in entrata verso il Golfo Persico dovranno transitare esclusivamente attraverso una corsia settentrionale situata nelle acque territoriali iraniane, finendo sotto il controllo e la sorveglianza diretta di Teheran. Il traffico in uscita verso il Mar Arabico, invece, verrà deviato su una rotta meridionale nelle acque dell'Oman, gestita dalle autorità di Mascate in stretto coordinamento con la Repubblica Islamica. Contestualmente, prenderà il via un piano di bonifica di trenta giorni per sminare la corsia centrale dello Stretto, con Teheran che starebbe valutando di affidare le operazioni a Paesi europei per creare un futuro corridoio permanente bidirezionale.
Sul fronte dei costi di navigazione, i pedaggi fissi saranno sospesi per l'intera durata della tregua di sessanta giorni. Le navi mercantili e le petroliere dovranno però versare una tassa di servizio destinata a coprire le spese per la protezione ambientale, la sicurezza dei carichi e il personale. Scaduto questo periodo iniziale, l'Iran ha in programma di rendere obbligatorie vere e proprie tariffe di transito, un elemento che si preannuncia come uno dei nodi più complessi da sciogliere nei prossimi tavoli di trattativa.
Mentre si ridisegnano gli equilibri nel Golfo Persico, l'Italia intensifica i suoi sforzi diplomatici per evitare un'escalation regionale. Il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, ha avuto un approfondito colloquio telefonico con il suo omologo iraniano Abbas Araghchi, incentrato principalmente sulla stabilità del Paese dei Cedri. Questo confronto si inserisce nel quadro dei negoziati in corso a Roma, dove Tajani sta mediando un secondo round di incontri tra i delegati israeliani, libanesi e i rappresentanti americani. La Farnesina ha ribadito ai partner internazionali che l'Italia continuerà a lavorare senza sosta per favorire il dialogo e produrre risultati concreti, riaffermando il proprio ruolo centrale per la sicurezza del Libano e dell'intero Medio Oriente. Secondo un funzionario del Dipartimento di Stato Usa ad Axios, i colloqui tra Israele e Libano in corso a Roma sono «terminati in anticipo» oggi alle 15.30 a causa degli «eventi sul terreno», ovvero i nuovi bombardamenti dell'Idf israeliano. La fonte conferma che riprenderanno domani mattina. Sempre secondo Axios, le discussioni si sono concentrate su un’ampia gamma di questioni politiche e militari e sono state «estremamente produttive». I team tecnici hanno fatto progressi nella determinazione di dettagli chiave sull'implementazione del «Quadro Trilaterale», ha aggiunto.