Aggiungi La Sicilia come fonte preferita English Version Translated by Ai
5 agosto 2026 - Aggiornato alle 22:53
Aggiungi La Sicilia come fonte preferita su Google
×

Salute e rischi

Farmaci dimagranti: nel Regno Unito 100 morti, 150.000 segnalazioni di reazioni avverse e 15.000 casi gravi

Il boom dei GLP‑1 tra risultati clinici straordinari e la sfida della farmacosorveglianza

05 Agosto 2026, 22:15

22:21

Mounjaro, Wegovy e Saxenda: il prezzo nascosto del boom dei farmaci dimagranti

Dietro l’entusiasmo per le iniezioni anti-obesità emerge un’altra storia: quella delle segnalazioni, dei rischi reali, dei limiti dei dati e della necessità di usarle con più consapevolezza che clamore.

Nel Regno Unito, il sistema Yellow Card della MHRA raccoglie ormai circa 150.000 segnalazioni di sospette reazioni avverse legate ai farmaci GLP-1 (medicinali che imitano un ormone intestinale naturale e che producono un forte segnale di sazietà), e circa 15.000 sono classificate come serie. Non è una sentenza contro questi medicinali, né la prova che siano “pericolosi” in senso assoluto. Ma è abbastanza per imporre una domanda scomoda: mentre il mercato corre e la domanda esplode, il sistema sanitario riesce davvero a governarne l’uso con la stessa velocità?

L’articolo del The Times da cui parte questa ricostruzione parla di oltre 100 decessi segnalati dopo l’uso di Mounjaro o Wegovy e di un’ondata di notifiche di effetti collaterali. Nel materiale di partenza, attribuito ai dati della Medicines and Healthcare products Regulatory Agency, il quadro numerico viene dettagliato così: 100.810 sospette reazioni avverse per tirzepatide (Mounjaro), di cui 10.434 gravi e 98 con esito fatale; 44.073 per semaglutide (Wegovy), di cui 4.892 gravi e 37 decessi; 3.021 per liraglutide (Saxenda), di cui 734 gravi e 18 decessi. Sono dati che impressionano, ma vanno letti con il manuale d’istruzioni della farmacovigilanza in mano: una segnalazione non equivale automaticamente a un rapporto di causa-effetto.

Che cosa dicono davvero le segnalazioni

La prima cosa da chiarire è proprio questa. La MHRA ricorda in modo esplicito che le Yellow Card raccolgono “sospette” reazioni avverse riportate da medici, pazienti e aziende; non dimostrano da sole che il farmaco abbia causato l’evento. Alcuni casi possono dipendere dalla patologia di base, da altri medicinali assunti nello stesso periodo, da condizioni preesistenti o da una coincidenza temporale. Lo stesso regolatore avverte anche che non è corretto confrontare la sicurezza di farmaci diversi soltanto contando le segnalazioni, perché i volumi di utilizzo, la notorietà mediatica e l’attenzione pubblica influenzano fortemente quanto viene riportato.

Questo non riduce la rilevanza del fenomeno. Al contrario, la rende più complessa. Le segnalazioni sono un segnale d’allarme, non una diagnosi definitiva. Servono a identificare pattern, ad affinare le avvertenze, a migliorare le informazioni per i prescrittori e, se necessario, a modificare l’uso del farmaco. È esattamente ciò che sta accadendo con questa classe di medicinali, che comprende agonisti del recettore GLP-1 e, nel caso del tirzepatide, anche l’azione sul recettore GIP.

Perché questi farmaci sono diventati così centrali

Il successo di Mounjaro, Wegovy e, in misura crescente ma oggi più marginale, Saxenda, non nasce dal marketing soltanto. Nasce soprattutto dai risultati clinici. Nel trial SURMOUNT-1, pubblicato sul New England Journal of Medicine, il tirzepatide ha prodotto riduzioni medie di peso fino a circa 20,9% alla settimana 72 con le dosi più alte. Nel trial STEP 1, il semaglutide ha mostrato una perdita media di peso del 14,9% rispetto al basale. Sono cifre che, per la medicina dell’obesità, hanno cambiato la scala delle aspettative.

Non sorprende dunque che l’uso sia esploso. Una stima diffusa da University College London indica che tra l’inizio del 2024 e l’inizio del 2025 circa 1,6 milioni di adulti in Inghilterra, Galles e Scozia hanno usato questi farmaci per perdere peso; circa 910.000 lo avrebbero fatto esclusivamente con questa finalità. Numeri di questa portata spiegano perché le segnalazioni stiano crescendo e perché il dibattito si stia spostando dal “funzionano?” al più difficile “come vanno usati in sicurezza, da chi, per quanto tempo e con quale monitoraggio?”.

Gli effetti collaterali più frequenti: molto comuni, spesso gestibili, talvolta sottovalutati

Le informazioni ufficiali di NHS e GOV.UK concordano su un punto: gli effetti indesiderati più comuni sono soprattutto gastrointestinali. Nausea, vomito, diarrea, stitichezza, dolore addominale e riduzione dell’appetito rappresentano la quota principale delle segnalazioni. Non sono dettagli secondari. In una parte dei pazienti questi disturbi sono transitori e migliorano con il tempo o con l’aggiustamento della dose; in altri, però, possono portare a disidratazione, abbandono della terapia o accessi al pronto soccorso, specie se sottovalutati o gestiti senza una supervisione clinica adeguata.

Il problema è che il successo sociale di questi farmaci tende a schiacciare la percezione dei loro limiti. Sono spesso raccontati come una scorciatoia tecnologica, quando in realtà i regolatori e le linee guida insistono sul contrario: vanno prescritti insieme a una dieta ipocalorica, a un aumento dell’attività fisica e a un percorso strutturato. NICE e NHS England lo ripetono in modo netto per il tirzepatide destinato alla gestione dell’obesità.

Il nodo più delicato: la pancreatite, rara ma potenzialmente fatale

Se esiste un capitolo che merita attenzione particolare, è quello della pancreatite. A gennaio 2026 la MHRA ha rafforzato le avvertenze sugli agonisti GLP-1 e sui dual agonists GLP-1/GIP, richiamando il rischio di pancreatite acuta, comprese forme necrotizzanti e casi fatali. Secondo il regolatore britannico, tra il 2007 e l’ottobre 2025 nel Regno Unito sono arrivate 1.296 segnalazioni di pancreatite associate a questi medicinali. È un numero che non consente da solo di stimare il rischio individuale, ma basta a spiegare perché la sorveglianza si sia intensificata.

Le informazioni rivolte ai pazienti invitano a non ignorare alcuni sintomi: dolore addominale intenso e persistente, talvolta irradiato alla schiena, con o senza vomito. In questi casi la raccomandazione è cercare assistenza medica senza aspettare che “passi da solo”. Il linguaggio prudente dei foglietti illustrativi può sembrare burocratico; in realtà, in questo caso, è la forma più diretta della prevenzione.

Non solo stomaco e pancreas: i segnali emergenti

Nel febbraio 2026 la MHRA ha inoltre aggiornato le informazioni su semaglutide riguardo al rischio, definito molto raro, di NAION — neuropatia ottica ischemica anteriore non arteritica — una condizione che può compromettere la vista. Nel Regno Unito, fino al 1° agosto 2025, erano state ricevute tre segnalazioni spontanee suggestive di questo evento. Il numero è piccolo, ma la decisione di aggiornare le schede tecniche mostra come la farmacovigilanza non si limiti agli eventi frequenti: conta anche intercettare i segnali più rari, quando clinicamente rilevanti.

Un altro tema spesso poco discusso riguarda la gravidanza e la contraccezione. Le autorità britanniche ricordano che per questi farmaci non ci sono dati sufficienti a considerarli sicuri in gravidanza; per il tirzepatide, inoltre, chi assume contraccettivi orali dovrebbe usare anche un metodo di barriera per quattro settimane dopo l’inizio della terapia e per quattro settimane dopo ogni aumento di dose. È un dettaglio pratico, ma decisivo, soprattutto ora che l’uso si sta allargando rapidamente in fasce di popolazione più giovani.

Il rischio che cresce fuori dallo studio medico

C’è poi un altro livello del problema: quello dell’uso non appropriato, talvolta cosmetico, talvolta del tutto illegale. L’EMA ha ricordato che i farmaci GLP-1 non sono approvati per il dimagrimento cosmetico in persone senza obesità o senza problemi correlati al peso. La stessa MHRA ha più volte messo in guardia contro l’acquisto da canali non autorizzati e, nel febbraio 2026, ha segnalato la possibile distribuzione di penne false di Mounjaro da parte di una clinica privata nel Regno Unito. A maggio 2026, inoltre, l’agenzia ha annunciato il più grande sequestro di medicinali dimagranti non autorizzati mai effettuato, con il coinvolgimento di prodotti etichettati come tirzepatide e perfino retatrutide.

Questo aspetto è tutt’altro che marginale. Quando un farmaco diventa simbolo culturale prima ancora che strumento terapeutico, il confine tra medicina e consumo si assottiglia. Ed è proprio lì che aumentano i rischi: prescrizioni facili, telemedicina poco rigorosa, farmacie online opache, prodotti contraffatti, pazienti che nascondono patologie pregresse o assumono dosi senza un follow-up reale. La sicurezza non dipende solo dalla molecola; dipende anche dal contesto in cui quella molecola viene usata.

Accesso, selezione dei pazienti e pressione sul sistema sanitario

Nel frattempo, il Servizio sanitario inglese sta cercando di portare ordine in un’espansione che rischia di essere ingestibile. NICE ha raccomandato il tirzepatide per adulti con obesità o sovrappeso associato a comorbidità, ma con criteri precisi e con la possibilità di interrompere il trattamento se non si ottiene almeno il 5% di perdita del peso iniziale dopo 6 mesi alla dose massima tollerata. NHS England ha avviato un’implementazione graduale: dal 23 marzo 2025, l’accesso al Mounjaro per il controllo del peso è stato inizialmente riservato ai pazienti con maggiore necessità clinica.

La gradualità non è solo una scelta economica. È anche una misura di sicurezza. NICE ha stimato che in Inghilterra il bacino dei potenziali eleggibili potrebbe arrivare a circa 3,4 milioni di persone, mentre NHS England parla di una priorità iniziale per circa 220.000 pazienti nei primi 3 anni. In altre parole, il sistema sta dicendo apertamente che questi farmaci non possono essere distribuiti come se fossero una soluzione standardizzata per tutti. Servono équipe, monitoraggio, educazione terapeutica e capacità di intercettare precocemente gli eventi avversi.

Il paradosso: farmaci efficaci, ma non per questo semplici

Ed è qui che il dibattito diventa più maturo. Sarebbe sbagliato raccontare Mounjaro, Wegovy e Saxenda come una minaccia generalizzata. Ma è altrettanto sbagliato descriverli come una rivoluzione priva di costi clinici. I due messaggi possono convivere: questi farmaci sono efficaci, talvolta in modo straordinario, e proprio per questo richiedono una gestione più seria, non meno seria. Le autorità sanitarie non stanno dicendo che vadano evitati; stanno dicendo che vanno usati bene.

Vale anche per la comunicazione pubblica. Parlare solo dei risultati sulla bilancia produce illusioni. Parlare solo dei decessi produce panico. In mezzo c’è la medicina reale: persone con obesità, diabete di tipo 2, rischio cardiovascolare, comorbidità multiple e benefici che, in molti casi, possono essere sostanziali. Non a caso, NICE nel 2026 ha raccomandato il semaglutide anche per ridurre il rischio di eventi cardiovascolari maggiori in specifici pazienti con malattia cardiovascolare e sovrappeso o obesità. Questo conferma che la questione non è “farmaco sì o farmaco no”, ma quale paziente, quale indicazione, quale sorveglianza è necessaria sull'utilizzo di questi farmaci.