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la polemica

La resa dei conti sulla gestione Covid: Giuseppe Conte e il dossier segreto sulle mascherine

L'ex presidente del Consiglio porta un verbale anonimo ai pm di Roma per difendersi dagli attacchi della maggioranza

06 Agosto 2026, 17:05

17:10

La resa dei conti sulla gestione Covid: Giuseppe Conte e il dossier segreto sulle mascherine

Si riapre il dossier sugli approvvigionamenti di dispositivi di protezione nella prima ondata della pandemia, con un nuovo, sviluppo sul piano giudiziario e politico. Alla Procura di Roma è stato infatti depositato un verbale anonimo di 10 pagine, datato 14 aprile 2022, che solleva gravi dubbi sulla conformità delle mascherine fornite dalla JC Electronics Italia s.r.l.

A presentarlo è stato l’ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte, oggi componente della Commissione parlamentare Covid, gesto che ha innescato la dura reazione della maggioranza e riacceso i riflettori su un contenzioso milionario a carico dello Stato.

Nel marzo 2020, nel pieno della fase più critica, il Dipartimento della Protezione civile affidò a JC Electronics Italia s.r.l. una commessa per la fornitura di dispositivi di protezione individuale; l’incarico fu poi trasferito nell’aprile successivo alla struttura del Commissario straordinario. A distanza di anni, quella gestione emergenziale ha prodotto esiti pesanti per l’erario: con la sentenza n. 17025/2024, pubblicata il 7 novembre 2024, il Tribunale di Roma ha condannato la Presidenza del Consiglio dei ministri e il Ministero della Salute a corrispondere alla società 203.012.065,34 euro, oltre interessi, rivalutazione e spese.

Nel luglio 2026 il ministro della Salute, Orazio Schillaci, ha confermato in Senato l’esistenza di una transazione; indiscrezioni giornalistiche indicano un possibile accordo intorno ai 100 milioni di euro.

L’aspetto più controverso attiene alla qualità effettiva dei dispositivi consegnati. Una consulenza tecnica d’ufficio, depositata il 22 settembre 2023, ha evidenziato che le prove svolte non consentivano di confermare con certezza la conformità delle mascherine alla norma UNI EN 149:2001+A1:2009, in particolare per la prova di tenuta verso l’interno, ritenuta imprescindibile dal Comitato tecnico scientifico. In questo quadro s’inserisce il verbale anonimo consegnato da Conte: secondo il documento, i prodotti della JC Electronics sarebbero stati privi di adeguata efficacia filtrante e accompagnati da documentazione contraffatta. Si tratta di affermazioni che richiedono la massima cautela e che dovranno essere verificate dalla magistratura; nondimeno, il testo apre un nuovo filone investigativo fondato sulla verificabilità di nomi, date, lotti e certificazioni doganali.

L’iniziativa di Conte si intreccia con la contrapposizione interna alla Commissione d’inchiesta sul Covid, istituita all’inizio del 2024 e formalmente costituita a settembre. L’ex premier ha definito la commissione un “plotone di esecuzione”, più incline a colpire gli avversari che a ricostruire le fragilità del sistema. Conte ha ripetutamente chiesto di essere ascoltato, ma la sua attuale posizione di commissario complica l’iter: per deporre come testimone dovrebbe infatti dimettersi temporaneamente dal ruolo. Dal canto loro, Fratelli d’Italia spingono da mesi per indagare sulla rete di relazioni e sui presunti intermediari che avrebbero speso il nome dell’ex premier negli acquisti di mascherine, arrivando a sollecitarne le dimissioni dalla commissione.