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la storia

Pradamano si mobilita per la limonata "fuorilegge": ora è un caso nazionale

re ragazzini ammoniti mentre vendevano bevande nel cortile di casa per comprarsi un vecchio motorino Piaggio Ciao

07 Agosto 2026, 21:03

21:10

Pradamano si mobilita per la limonata "fuorilegge": ora è un caso nazionale

Nel cuore di Pradamano, comune dell’hinterland udinese con circa 3.500 abitanti, un innocuo banco di limonate allestito da tre ragazzi si è trasformato in un caso nazionale, riaccendendo il dibattito sul confine tra applicazione rigorosa delle norme e buon senso.

Quello che era nato come passatempo estivo per coronare un sogno d’altri tempi — acquistare un Piaggio Ciao del 1967 da restaurare — si è infatti scontrato con i controlli della polizia locale.

I giovani avevano sistemato un tavolino nel cortile privato di uno di loro, in posizione ben visibile e a pochi passi dal centro.

L’idea era semplice: offrire bicchieri di limonata ai passanti in cambio di un contributo a offerta libera, così da mettere da parte, poco alla volta, il denaro per il motorino usato.

La segnalazione di un residente ha però portato all’intervento dei vigili urbani, che hanno contestato l’assenza delle necessarie autorizzazioni commerciali e dello scontrino fiscale.

L’iniziativa è stata quindi interrotta e i minori formalmente ammoniti, sebbene l’incasso fosse ancora del tutto insufficiente a raggiungere l’obiettivo.

La vicenda ha suscitato un acceso confronto pubblico.

In Friuli Venezia Giulia, il commercio su aree pubbliche è disciplinato dal Codice regionale del commercio e del turismo (legge regionale 9 dicembre 2025, n. 17), mentre il regolamento di polizia urbana affida alla polizia locale compiti di vigilanza e sanzione.

Tuttavia, trattandosi di una micro‑attività svolta da minori all’interno di una proprietà privata, basata su donazioni e priva di un listino prezzi, molti si sono chiesti se non fosse preferibile un approccio educativo o un richiamo informale, invece di un intervento immediatamente repressivo.

A sostegno dei ragazzi è intervenuto anche il presidente di Confcommercio Udine, Giovanni Da Pozzo, che ha elogiato l’intraprendenza e il senso di responsabilità dimostrati.

L’iniziativa non è stata letta come concorrenza sleale ai bar del centro, bensì come il tentativo di guadagnarsi qualcosa con il proprio impegno, finito anzitempo nelle maglie della burocrazia.

Nonostante la chiusura del chiosco, la comunità locale ha reagito.

Un gruppo di concittadini organizzerà a fine mese un evento benefico per raccogliere i fondi necessari all’acquisto del tanto desiderato Ciao, trasformando una fredda sanzione amministrativa in una corale manifestazione di solidarietà e partecipazione.