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lo scontro

Arriva la ritorsione: la Spagna ripristina i controlli alle frontiere con l'Italia

Dopo la sospensione di Schengen decisa da Roma, l'esecutivo Sanchez lancia la ritorsione estiva che colpirà porti e aeroporti proprio nel picco delle vacanze

07 Agosto 2026, 22:02

22:10

Arriva la ritorsione:  la Spagna ripristina i controlli alle frontiere con l'Italia

Roma e Madrid, tensioni al culmine. Il braccio di ferro diplomatico tra l’esecutivo italiano e quello spagnolo non mostra segnali di allentamento. A sette giorni dall’arrivo di decine di migliaia di migranti marocchini nell’exclave di Ceuta — episodio che ha spinto il governo guidato da Giorgia Meloni a sospendere per un mese l’applicazione di Schengen alle frontiere con la Spagna — il primo ministro Pedro Sanchez ha dato seguito alla preannunciata ritorsione contro Roma.

La contromisura iberica. Il ministero dell’Interno spagnolo ha formalizzato l’introduzione di controlli temporanei ai confini per tutti i viaggiatori in arrivo dall’Italia. La misura, presentata come risposta speculare a quella italiana nel quadro di una “persistente pressione migratoria irregolare”, entrerà in vigore dalla mezzanotte di sabato e resterà operativa fino al 7 settembre.

Il provvedimento inciderà direttamente sui flussi turistici in porti e aeroporti, proprio nelle settimane cruciali dell’alta stagione.

Scambio di accuse. Immediata la replica della presidente del Consiglio: “Non accettiamo ultimatum né imposizioni dall’estero”, ha sottolineato Giorgia Meloni, ribadendo la priorità della sicurezza nazionale e della sovranità nei controlli di frontiera. La premier ha inoltre stigmatizzato politiche che, a suo avviso, favorirebbero l’immigrazione irregolare per ottenere “manodopera a basso costo”.

Di contro, il governo socialista di Pedro Sanchez giudica la sospensione di Schengen decisa da Roma un atto “ingiusto, discriminatorio e senza precedenti nella storia recente”, fondato su “argomenti pretestuosi”.

Secondo la diplomazia spagnola, non sussisterebbe un rischio concreto tale da giustificare la stretta italiana, poiché almeno 70.000 dei 72.000 migranti entrati illegalmente a Ceuta sarebbero già stati rimpatriati in Marocco e, in ogni caso, lo status speciale dell’exclave non avrebbe consentito loro di circolare liberamente nell’area Schengen. Madrid ha inoltre accusato l’Italia di violare il Regolamento di Dublino dal 2022, ricordando che il nostro Paese registra un numero di sbarchi irregolari doppio rispetto a quello spagnolo.

Il riflesso sul dibattito interno. La crisi con Madrid ha immediatamente infiammato la scena politica italiana. Le opposizioni hanno attaccato la linea di Palazzo Chigi. Nicola Fratoianni ha bollato la scelta su Schengen come mossa “dettata solamente dalla propaganda” per distogliere l’attenzione dalle questioni interne. Riccardo Magi (+Europa) ha parlato di un “boomerang” frutto di un atteggiamento “da bulla in stile Trump” di Meloni, mentre Carlo Calenda ha definito l’iniziativa “ridicola” e ispirata da mere convenienze elettorali.

Nella maggioranza, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha rinviato ogni valutazione a dopo il 15 agosto, accusando l’opposizione di una “reazione scomposta” a difesa di un governo straniero della stessa famiglia politica (quella socialista). Toni più duri dalla Lega, che ha invitato Sanchez a “pensare a difendere i propri confini invece di minacciare l’Italia”, e da Maurizio Gasparri, secondo il quale la Spagna meriterebbe un cambio di governo.