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la decisione

Leone XIV e la missione a Mosca per la pace: fermare la spirale di violenza e dare spazio alla diplomazia

I cardinali Gallagher e Zuppi in Russia per trovare una mediazione e affrontare le emergenze umanitarie

09 Agosto 2026, 17:18

17:20

Zuppi difende Leone e replica a Trump: «Il Papa continuerà a parlare di pace. Invocare Gesù per giustificare la guerra rischia la blasfemia»

La spirale della violenza non conduce ad alcun risultato: Leone XIV rinnova l’appello a porre fine alla guerra tra Ucraina e Russia e invoca di «dare spazio alla diplomazia». La Santa Sede intensifica dunque l’impegno: dopo la missione di luglio in Ucraina del “ministro degli Esteri” vaticano, monsignor Paul Richard Gallagher, e dell’inviato speciale del Papa, il cardinale Matteo Zuppi, si prepara ora una trasferta a Mosca affidata agli stessi due rappresentanti: al primo le questioni politiche, al porporato italiano il dossier umanitario.

Dopo i numerosi richiami a sostegno del popolo ucraino, all’Angelus di oggi il Pontefice ha messo sullo stesso piano la sofferenza delle vittime «innocenti» su entrambi i fronti. Un segnale della volontà di imprimere un’accelerazione verso una via d’uscita da un conflitto che dura da quattro anni e mezzo e per il quale non si intravedono soluzioni.

«Continuano a giungere notizie dolorose di persone innocenti uccise e ferite in Ucraina e in Russia. Tragici episodi si susseguono, anzi, si moltiplicano – ha detto Papa Leone XIV durante la preghiera dell’Angelus in Piazza San Pietro –, provocando sempre più vittime civili, tra cui anche bambini. Sono vicino alle famiglie delle vittime, ai feriti e a tutti coloro che soffrono a causa del conflitto in atto. Di fronte a tanto dolore rinnovo un accorato appello affinché si rispetti il diritto umanitario e cessino da entrambe le parti gli attacchi che coinvolgono obiettivi civili». Il Pontefice ha quindi ribadito che «la guerra non fa che generare altra guerra e provoca enormi sofferenze. È tempo di fermare la spirale di violenza e dare spazio alla diplomazia e al dialogo per aprire la strada alla pace».

In questo quadro, e proprio in nome del dialogo, per la prima volta dall’inizio della guerra il Segretario per i Rapporti con gli Stati, monsignor Gallagher, si prepara a fine mese a recarsi a Mosca per incontrare le autorità russe e sondare un’eventuale mediazione. Una missione non ancora annunciata dalla Sala Stampa vaticana, ma confermata dall’ambasciata russa presso la Santa Sede.

Il cardinale Matteo Zuppi, già a Mosca nel 2023 e nel 2024 come inviato di Papa Francesco, a metà luglio ha visitato in Ucraina i campi di detenzione dove sono trattenuti militari del fronte russo, tra i quali molti stranieri. Secondo fonti a lui vicine, il suo intento è di accedere anche ai luoghi di detenzione in Russia, a partire dalla regione occupata del DonetskLa visita, ipotizzata per settembre, è ancora in fase di definizione.