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il caso

Bufera d'agosto per Zuckerberg: il suo superyacht da 118 metri nega il soccorso ad alcuni naufraghi in Alaska

Mentre uno skiff rischiava grosso tra i canali di Juneau, l'imbarcazione del patron di Meta non ha cambiato rotta per prestare assistenza

09 Agosto 2026, 22:40

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Bufera d'agosto per Zuckerberg: il suo superyacht da 118 metri nega il soccorso ad alcuni naufraghi in Alaska

Mark Zuckerberg è finito al centro di una dura tempesta mediatica e del dibattito pubblico, accusato di non aver prestato soccorso con prontezza a una piccola barca in avaria nelle acque gelide e remote del sud-est dell’Alaska.

La vicenda, rilanciata da testate internazionali come The Guardian e Forbes, viene letta come l’emblema dello stridente contrasto tra il lusso dei super-ricchi e le basilari regole di solidarietà che regolano la vita in mare.

L’episodio risale alla scorsa settimana, nei canali tra Petersburg e Juneau.

Uno skiff di 6,4 metri è rimasto senza carburante in tarda serata e, secondo le ricostruzioni della Guardia Costiera statunitense, ha inviato una richiesta di assistenza alle 21:30. In quell’area si trovava il Launchpad, megayacht di 118 metri associato a Zuckerberg, che risultava l’unità più vicina.

Ciononostante, l’imbarcazione non avrebbe risposto alla chiamata né modificato la rotta.

A soccorrere i diportisti è stata invece la nave da spedizione turistica Wilderness Legacy, lunga 58,5 metri e gestita da UnCruise Adventures, che ha preso a rimorchio la barca in panne fino a Farragut Bay.

A bordo della nave soccorritrice, secondo la testimonianza di un passeggero, l’annuncio via altoparlante del comandante sul mancato intervento dello yacht legato al fondatore di Meta ha scatenato tra i viaggiatori un’ondata di aperta ostilità e indignazione.

La difesa di Zuckerberg è stata affidata al portavoce Brian Baker, il quale ha chiarito che né il fondatore di Facebook né la sua famiglia si trovavano a bordo del Launchpad in quel momento. Baker ha attribuito il mancato intervento a un disguido nelle comunicazioni: l’equipaggio monitorava un diverso canale radio e, quando il messaggio è stato finalmente esaminato, le operazioni di soccorso da parte della nave turistica erano già state avviate.

Sotto il profilo giuridico, la posizione dello yacht appare tutelata. La Guardia Costiera ha infatti classificato la situazione dello skiff come "non-distress" (ossia senza pericolo imminente per vite umane o rischio di affondamento), diffondendo un bollettino di assistenza generale e non un segnale d’emergenza Mayday.

La normativa federale statunitense impone l’obbligo di intervento soltanto nel caso di unità "in pericolo di andare perdute".