il disastro
Colombia devastata dal terremoto, oltre 130 morti e centinaia di feriti nell'ovest del Paese
Il bilancio provvisorio del sisma sale, ci sono anche centinaia di feriti nell'area andina vicina all'epicentro
Alle 7:34 di lunedì 10 agosto 2026 una violentissima scossa di terremoto, magnitudo 7.4, ha squarciato il silenzio dell’alba nell’ovest della Colombia, trasformando in pochi minuti la routine mattutina in una tragedia nazionale. L’epicentro è stato individuato nell’area montana di San José del Palmar, nel dipartimento di Chocó, ma le onde sismiche hanno attraversato l’intera fascia occidentale del Paese, colpendo duramente importanti centri urbani come Cali, Pereira, Manizales e Quibdó.
Il bilancio, ancora provvisorio e in continua evoluzione, traccia un quadro di distruzione sempre più grave. Secondo i dati diffusi dall’Asociación Colombiana de Ciudades Capitales e rilanciati dalle principali testate internazionali, si contano almeno 132 vittime e oltre 570 feriti.
La città più colpita è finora Pereira, capoluogo del dipartimento di Risaralda, dove il crollo di numerosi edifici e il distacco di intere facciate ha già provocato 60 morti accertati.
Cinque capoluoghi dell’ovest sono stati posti in stato di allerta rossa. A Cali è in corso una corsa contro il tempo per rintracciare i dispersi: sono 188 le persone che risultano ancora sotto le macerie. Le squadre di soccorso operano senza sosta tra i resti di circa 5.000 abitazioni danneggiate o collassate.
In mezzo alla devastazione, un raggio di speranza è arrivato con il salvataggio di una madre e del suo neonato, estratti vivi dai vigili del fuoco. La tensione sociale, però, è alta: per prevenire saccheggi e garantire l’ordine pubblico, il sindaco Alejandro Eder ha imposto il coprifuoco su tutto il territorio comunale.
La gestione dell’emergenza è pesantemente intralciata dal collasso delle infrastrutture. Sette aeroporti della regione hanno sospeso le operazioni, isolando di fatto intere aree del Paese. Raggiungere l’epicentro di San José del Palmar, situato su una dorsale montana lungo l’asse viario tra Cali e Pereira, è estremamente complesso a causa di frane e interruzioni stradali, che allungano i tempi di intervento in un territorio già di per sé impervio.
Sul piano politico, la calamità rappresenta il primo, drammatico banco di prova per il presidente Abelardo de la Espriella, insediatosi da pochi giorni. La macchina dei soccorsi statali è chiamata a una coordinazione impeccabile con le autorità locali e la protezione civile per fronteggiare una crisi che ha già assunto rilevanza internazionale.
In queste ore, il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha annunciato uno stanziamento iniziale di 15,5 milioni di dollari per aiuti umanitari destinati a rifugi d’emergenza, approvvigionamenti alimentari, misure di protezione e valutazioni scientifiche dei danni sismici.