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l'inchiesta

Isis a Verona, fermato un giovane albanese radicalizzato: voleva colpire un centro commerciale

Il Viminale firma la 198esima espulsione dal 2022: il piano logistico prevedeva finanziamenti esteri e istruzioni per ordigni fai-da-te

12 Agosto 2026, 07:59

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Isis a Verona, fermato un giovane albanese radicalizzato: voleva colpire un centro commerciale

Un progetto terroristico, concepito nell’ombra del web e bloccato prima di qualsiasi passo operativo sul suolo italiano, è stato neutralizzato dalle forze dell’ordine e dagli apparati di prevenzione antiterrorismo. Nel mirino figurava il centro commerciale Adigeo di Verona, uno dei principali poli dello shopping della città scaligera.

Il sospettato, un 22enne di origine albanese radicalizzatosi nell’orbita dello Stato islamico, è stato fermato non appena atterrato all’aeroporto “Antonio Canova” di Treviso. Il giorno successivo è stato rimpatriato in Albania.


L’operazione non è frutto di un blitz dell’ultimo minuto, bensì di un meticoloso lavoro di prevenzione cibernetica. A far scattare l’allarme sono state le tracce digitali lasciate online dal giovane. Attraverso il monitoraggio costante di canali social e piattaforme riconducibili all’estremismo jihadista, gli analisti hanno individuato messaggi, cambi di tono e riferimenti ideologici inequivocabili.

Secondo le indagini, il percorso di radicalizzazione è culminato nel giuramento di fedeltà allo Stato islamico. Sul suo dispositivo e nelle consultazioni online sono state rinvenute guide per la fabbricazione di ordigni artigianali, indizio di un autoaddestramento finalizzato a un’azione violenta concreta.

A conferma di un piano in fase di strutturazione, gli investigatori hanno accertato l’apertura di un conto corrente destinato a ricevere fondi dall’estero, verosimilmente per l’acquisto di componenti e materiale chimico necessari al confezionamento dell’ordigno. I contatti con altri estremisti avvenivano via social, sia per sostegno ideologico sia per supporto materiale. È inoltre al vaglio degli inquirenti la posizione di alcuni parenti in provincia di Pordenone: il 22enne avrebbe fatto recapitare presso la loro abitazione del materiale ordinato online.

Il fermo è scattato ai controlli di frontiera, in collaborazione con la Digos. Il ragazzo, atterrato da Tirana insieme ai genitori — del tutto ignari del progetto del figlio e convinti di un normale viaggio familiare verso parenti in Friuli Venezia Giulia — è stato subito isolato. A suo carico è stato eseguito un decreto di espulsione per motivi di sicurezza dello Stato, firmato dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. Il rimpatrio immediato ha impedito l’ingresso effettivo sul territorio nazionale.

La scelta dell’Adigeo non appare casuale. Con oltre 130 negozi, bar e ristoranti, il centro richiama quotidianamente migliaia di persone, soprattutto nei fine settimana e nei periodi di saldi. Colpire una simile struttura non significherebbe soltanto puntare a un alto numero di vittime civili, ma mirare al cuore della quotidianità più indifesa, in un luogo facilmente raggiungibile dalle principali arterie di comunicazione, autostrada inclusa.

Il caso conferma l’impostazione del Viminale: intervenire sulla radicalizzazione alle primissime avvisaglie, servendosi dello strumento amministrativo dell’allontanamento prima che i propositi si traducano in reati consumati. Dal 22 ottobre 2022 a giugno 2025 sono stati disposti 198 provvedimenti di espulsione per motivi di sicurezza nazionale, a dimostrazione del carattere ormai strutturale della misura.