CASO REPORT
Ranucci risponde agli attacchi con un post che richiama le figure di Moro, Falcone e Borsellino
Intanto sul fronte dell'indagine, il faccendiere Valter Lavitola sta affrontando l'interrogatorio di garanzia al carcere di Rebibbia
Il conduttore di Report, Sigfrido Ranucci, investito dall'onda anomala dell'arresto di Valter Lavitola, accusato di essere il mandante dell'attentato dello scorso ottobre. Il giornalista è al centro di un fuoco incrociato di diversi esponenti della maggioranza, Gasparri in primis, che chiedono chiarimenti sui rapporti fra lui e il faccendiere.
Oggi, Ranucci ha scritto un post dal titolo «La voce che spaventa» che richiama le figure di Aldo Moro, Piersanti Mattarella, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. «Ho imparato, seguendo per anni il filo che lega Aldo Moro a Piersanti Mattarella, e Piersanti Mattarella a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, che la storia italiana non uccide mai i suoi uomini migliori per debolezza: li uccide per eccesso di chiarezza. Muoiono tutti nello stesso modo - prosegue -, non tanto per la pallottola o per il tritolo, quanto per aver visto un attimo prima degli altri il disegno di cui erano parte, e per aver tentato, con l’ingenuità di chi crede ancora nella verità come in un bene comune, di raccontarlo a voce alta».
Ieri Matteo Salvini ha attaccato frontalmente il giornalista, sostenendo che finché non sarà fatta piena chiarezza sui rapporti fra Ranucci e Valter Lavitola, il denaro pubblico non dovrebbe finanziare chi è coinvolto nella vicenda. Ranucci ha replicato sempre via social con una frase destinata a cristallizzare il clima di queste settimane: “Salvini ha chiesto alla Rai la mia sospensione”. Intanto i vertici Rai stanno valutando il futuro della trasmissione d'inchiesta Report. E soprattutto il futuro del timone del programma. Nel frattempo, quando è stata diffusa la notizia del coinvolgimento di Lavitola nell'ordigno a Ranucci, la Direzione Approfondimento ha sospeso cautelativamente le repliche estive di Report, spiegando la decisione con la necessità di attendere “piena chiarezza” su una vicenda definita delicata e complessa e di tutelare un patrimonio editoriale di grande valore per il servizio pubblico.
Sul fronte dell'inchiesta intanto è in corso da cinque ore nel carcere di Rebibbia l'interrogatorio di garanzia per Valter Lavitola, al quale viene contestato anche il metodo mafioso nell'organizzazione dell'attentato. Destinatario della misura emessa dal gip è anche Gomes Clesio Tavares, factotum di Lavitola, che attualmente si troverebbe in Africa. Nei suoi confronti i pm capitolini avvieranno l'iter per l'estradizione.