giudiziaria
Boeing condannata a pagare 29 milioni per il disastro Ethiopian Airlines: tra le vittime anche il siciliano Sebastiano Tusa
La sentenza riporta alla memoria la tragedia del Boeing 737 MAX 8 in cui persero la vita 157 persone, tra cui otto italiani
Una nuova sentenza riporta sotto i riflettori una delle più gravi tragedie dell'aviazione degli ultimi anni. Una giuria statunitense ha condannato Boeing a pagare 29 milioni di dollari di risarcimento alla famiglia di Michael “Mick” Ryan, ingegnere irlandese delle Nazioni Unite morto nel disastro del volo Ethiopian Airlines ET302, precipitato il 10 marzo 2019 poco dopo il decollo da Addis Abeba.
La causa civile era stata avviata dalla vedova di Ryan, una delle 157 vittime dell'incidente. Il verdetto è arrivato al termine del processo celebrato a Chicago e rappresenta uno degli ultimi procedimenti civili ancora aperti legati ai due disastri che coinvolsero il Boeing 737 MAX tra il 2018 e il 2019.
La tragedia del volo ET302
Era il 10 marzo 2019 quando il Boeing 737 MAX 8 della Ethiopian Airlines decollò da Addis Abeba diretto a Nairobi. A bordo c'erano 149 passeggeri e otto membri dell'equipaggio. Pochi minuti dopo il decollo l'aereo precipitò nei pressi di Bishoftu, in Etiopia. Non ci furono superstiti.
L'aereo era stato consegnato alla compagnia etiope soltanto pochi mesi prima. L'incidente avvenne appena cinque mesi dopo un'altra tragedia che aveva coinvolto lo stesso modello di velivolo, il Boeing 737 MAX, quella del volo Lion Air 610 precipitato in Indonesia nell'ottobre 2018. I due incidenti avrebbero aperto una crisi mondiale per Boeing e portato alla messa a terra dell'intera flotta di 737 MAX.
Al centro delle successive indagini finì anche il sistema automatico MCAS, progettato per intervenire sull'assetto dell'aereo in determinate condizioni. Boeing riconobbe nel 2019 il ruolo del software nei due incidenti.
Tra le 157 vittime c'era anche Sebastiano Tusa
La tragedia ebbe un'eco particolare anche in Sicilia. Tra le vittime italiane del volo ET302 c'era infatti Sebastiano Tusa, archeologo di fama internazionale e allora assessore regionale ai Beni culturali della Sicilia. Tusa era diretto in Kenya per partecipare a un appuntamento internazionale legato all'attività dell'Unesco. La sua morte sconvolse il mondo della cultura siciliana. Archeologo e studioso del patrimonio subacqueo, Tusa aveva costruito una lunga carriera nella ricerca archeologica prima di assumere l'incarico politico nella Regione Siciliana.
Era uno degli otto italiani che persero la vita nell'incidente. La nazionalità delle vittime rendeva il disastro particolarmente internazionale: sull'aereo viaggiavano persone provenienti da decine di Paesi e tra loro c'erano anche numerosi funzionari e operatori delle Nazioni Unite diretti a Nairobi per l'Assemblea delle Nazioni Unite sull'ambiente.