la polemica
Ranucci, l'auto recensione su Amazon e l'accusa di Selvaggia Lucarelli: il caso incendia i social
La giornalista rievoca la presunta recensione civetta e solleva forti dubbi professionali sulla costruzione del personaggio dell'eroe assediato
Nuovo fronte di tensione per Sigfrido Ranucci, volto di Report. A innescare l’ultima ondata di critiche è stata Selvaggia Lucarelli, che nella sua newsletter su Substack ha pubblicato un approfondimento dal titolo “L’opacità dietro il mito Ranucci”.
Al centro della contestazione, un episodio datato ma ritenuto rivelatore: su Amazon era comparsa una recensione a cinque stelle del volume di Ranucci, “La scelta” (Bompiani, 2024). Il commento, firmato con lo pseudonimo “Emilio Cresci” e poi rimosso, definiva il libro “un capolavoro sulla lotta quotidiana per la libertà di informazione”.
Secondo quanto ricostruito da Lucarelli, l’account autore della recensione sarebbe stato registrato a nome dello stesso Ranucci. L’argomentazione dell’opinionista si allarga oltre il singolo fatto e si configura come una requisitoria sulla figura del conduttore. Lucarelli parla di “mitomania” e “narcisismo”, contesta la gestione dei rapporti con collaboratrici e fonti, mette in discussione l’accuratezza di alcuni servizi di Report e critica la costruzione di un’immagine di “eroe assediato”.
Pur riconoscendo a Ranucci la posizione di vittima nella nota vicenda giudiziaria che coinvolge Valter Lavitola, aggiunge che la storia presenta comunque “molti ‘ma’”. Le accuse hanno trovato immediata eco sui social. Il giornalista e conduttore radiofonico Antonello Piroso ha rilanciato su X con tono sarcastico, accostando la condotta attribuita a Ranucci a quella dell’ex ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, già al centro in passato di polemiche sulla promozione di sé. “Sicché #Ranucci recensiva il suo stesso libro, firmandosi con lo pseudonimo Emilio Cresci (fonte: Selvaggia #Lucarelli). Come un #Sangiuliano qualsiasi”, ha scritto, allegando screenshot della recensione e di vecchi post dell’ex ministro.
Al momento non risultano smentite ufficiali di Ranucci sul caso specifico della recensione Amazon. La controversia cade in una fase personale e professionale particolarmente delicata. Il giornalista, sotto scorta da anni, è stato bersaglio nell’ottobre 2025 di un grave attentato esplosivo davanti alla sua abitazione di Pomezia. Le indagini, che vedono al centro l’ex direttore dell’Avanti! Valter Lavitola, riferiscono che quest’ultimo avrebbe ammesso di essere il mandante, con l’obiettivo di colpire l’apparato di protezione del cronista.
Sul piano televisivo, continuano a circolare indiscrezioni su un possibile avvicendamento alla guida di Report, voci già smentite in passato dallo stesso Ranucci. “La scelta”, memoir che intreccia cronache d’inchiesta e inserti privati dichiarati dall’autore in parte “romanzati”, aveva peraltro suscitato discussioni per alcuni passaggi di natura sentimentale.
L’accusa di aver orientato artificiosamente il gradimento del proprio libro rischia ora di offuscare la narrazione del giornalista d’inchiesta sotto tiro dei poteri forti, alimentando un ritratto a tinte contrastate.
Il dibattito resta acceso: tra chi considera Ranucci il bersaglio di una campagna di delegittimazione e chi, al contrario, legge queste rivelazioni come il definitivo ridimensionamento di un “mito”.