il dibattito
La sorella del giudice Falcone replica a Ranucci: «Non condivido il post, contano i fatti»
Maria Falcone preferisce i fatti alla retorica e distingue l’attentato subito da Ranucci dalle bombe mafiose
Maria Falcone, 90 anni, sorella del giudice Giovanni, ha commentato il messaggio pubblicato da Sigfrido Ranucci sui social, in cui viene citato il magistrato assassinato dalla mafia il 23 maggio 1992 a Capaci insieme alla moglie Francesca Morvillo e a tre agenti della scorta.
“Sì, l’ho letto e sinceramente preferirei lasciar perdere”, dichiara in un’intervista al Corriere della Sera, aggiungendo che “è stata una delle poche volte in vita mia che non ho capito che cosa c’era scritto”.
“Non mi va di mettermi a interpretare, a fare l’esegesi del pensiero di Sigfrido Ranucci, ma io quel post non lo condivido”, prosegue Falcone, rilevando come nel testo il giornalista adotti un registro “un po’ sopra le righe, che dice e che non dice. È troppo lontano dal mio modo di pensare, io vengo dal mondo della scuola, sono un’insegnante e quando parli ai ragazzi loro ti devono capire”.
La sorella del magistrato distingue inoltre l’attentato dinamitardo di cui il giornalista è stato vittima nell’ottobre scorso, sottolineando che si tratta di “tutt’altra cosa” rispetto a un ordigno di matrice mafiosa.
“Ho appena letto uno scritto di Fausto Cardella, giudice a me caro, in cui afferma che il magistrato giudica sempre in base a quello che ha, in base ai fatti provati, non alle opinioni. Era quello in cui credeva anche mio fratello Giovanni. Contano i fatti”, aggiunge.
E conclude ammettendo di seguire Report, “ma non mi fa impazzire, mi piaceva di più ai tempi di Milena Gabanelli”.
