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esteri

Migranti, il dossier tedesco agita Palazzo Chigi: così Ceuta e i rimpatri mettono alla prova l’asse Roma-Berlino

Dietro il richiamo di Meloni alla vigilanza su Ceuta si muove un confronto riservato sui rimpatri

15 Agosto 2026, 10:03

Migranti, il dossier tedesco agita Palazzo Chigi: così Ceuta e i rimpatri mettono alla prova l’asse Roma-Berlino

Alta tensione Roma - Berlino: l’idea di respingere i migranti con la polizia in aeroporto

L’attenzione pubblica è rimasta concentrata su Ceuta, sulle immagini della pressione alla frontiera e sugli avvertimenti di Giorgia Meloni. Ma intanto, lontano dai riflettori, tra Roma e Berlino si è aperto un negoziato nervoso sui rientri di alcuni migranti verso l’Italia: un dossier piccolo nei numeri, enorme nelle implicazioni politiche e diplomatiche.

A metà agosto, mentre il dossier Ceuta continua a occupare il centro della scena e Giorgia Meloni insiste sulla necessità di mantenere alta la guardia per una possibile nuova pressione migratoria verso l’Europa, un altro fronte si è aperto in silenzio, molto più tecnico ma non meno politico: quello con la Germania sui rientri dei cosiddetti migranti “dublinanti”. 

Il punto di attrito riguarda tre casi che Berlino vorrebbe trasferire in Italia, ritenendola competente in base alle regole sulla responsabilità del primo approdo. Secondo quanto emerso fra Roma e Berlino non c’è ancora un’intesa e il governo italiano ha già fatto sapere di non ritenersi tenuto a riaccogliere automaticamente queste persone, sostenendo che i fascicoli si riferiscono a una fase precedente all’entrata in applicazione del nuovo Patto europeo su migrazione e asilo, avvenuta il 12 giugno 2026

Da mesi il governo tedesco, guidato da Friedrich Merz, spinge su una linea più dura in materia di rimpatri e trasferimenti intraeuropei, mentre l’esecutivo italiano rivendica la necessità di misurare ogni ritorno dentro un equilibrio più ampio: gli sbarchi nel Mediterraneo centrale, il peso dei soccorsi delle Ong, la distribuzione reale delle responsabilità tra Stati membri. Roma avrebbe posto anche il tema della “compensazione”, cioè di un bilanciamento politico tra rientri verso l’Italia e altri fattori che incidono sulla pressione migratoria sopportata dal Paese.

Il paradosso è che, proprio mentre Roma e Berlino discutono, sul piano ufficiale i due governi continuano a presentarsi come interlocutori necessari l’uno per l’altro. A Mirabella Eclano, nel trilaterale tra i ministri dell’Interno di Italia, Francia e Germania, il Ministero dell’Interno italiano ha ribadito la convergenza su attuazione del Patto, rimpatri più rapidi, rafforzamento di Frontex, contrasto ai trafficanti e cooperazione sul Mediterraneo centrale. Anche il precedente incontro del 23 gennaio 2026 tra Matteo Piantedosi e l’omologo tedesco Alexander Dobrindt era stato presentato come la conferma di una collaborazione stretta. In altre parole, il contenzioso odierno si inserisce dentro un rapporto che nessuna delle due capitali ha davvero interesse a far deragliare.