la guerra
Notte di droni e missili: massiccia offensiva sulla città del presidente Putin, raid russo su Kiev e allarme ai confini della Nato
Il conflitto, lo scenario europeo e l'attacco che apre a nuovi scenari internazionali
È stata una notte di attacchi e contrattacchi nel conflitto tra Russia e Ucraina, con una nuova massiccia offensiva di droni diretti verso Mosca e un raid russo con missili balistici sulla capitale ucraina. Il bilancio provvisorio parla di feriti da entrambe le parti, mentre cresce anche la tensione nei Paesi confinanti con l'Ucraina.
Secondo il sindaco di Mosca Sergei Sobyanin, oltre 600 droni ucraini hanno sorvolato la regione della capitale russa durante la notte. Le difese aeree ne avrebbero distrutti più di 200 nell'area, mentre i servizi di emergenza sono stati inviati nei luoghi in cui sono precipitati i detriti. Almeno tre persone sono rimaste ferite. I numeri forniti dalle autorità russe si riferiscono all'intera operazione e sono soggetti a possibili aggiornamenti.
L'attacco conferma l'intensificazione della strategia ucraina contro obiettivi situati in profondità nel territorio russo. Kiev ha progressivamente aumentato l'impiego di droni a lungo raggio, prendendo di mira infrastrutture militari, industriali e logistiche, nel tentativo di colpire le capacità di Mosca di sostenere la guerra. Il raid arriva dopo altre recenti offensive ucraine condotte a centinaia di chilometri dal fronte.
Parallelamente, la Russia ha lanciato nuovi attacchi contro l'Ucraina. A Kryvyi Rih, città natale del presidente Volodymyr Zelensky, una combinazione di missili balistici e droni ha provocato la morte di una donna e il ferimento di altre sei persone, secondo le autorità locali. Due siti industriali sono stati colpiti.
Allarme anche a Kiev, dove poco prima delle 2 della notte è stato attivato il sistema di allerta per la minaccia di missili balistici. Diverse esplosioni sono state udite nella capitale. Il sindaco Vitali Klitschko ha invitato la popolazione a rimanere nei rifugi, mentre i raid hanno provocato incendi in aree non residenziali nei quartieri di Obolonsky e Holosiivskyi. Una persona è rimasta ferita.
Le autorità hanno inoltre segnalato attacchi nella regione di Poltava, dove è stata colpita Kremenchuk, mentre proseguivano le operazioni dei soccorritori nelle aree interessate dalle incursioni.
Il conflitto torna così a coinvolgere con particolare intensità anche le grandi città e le aree lontane dalla linea del fronte. Mosca continua a utilizzare con crescente frequenza missili e droni contro il territorio ucraino, mentre Kiev risponde cercando di portare la guerra direttamente all'interno della Russia. L'escalation delle operazioni aeree aumenta anche il rischio di incidenti nei Paesi confinanti.
È quanto accaduto in Romania, dove un drone ha violato lo spazio aereo nazionale. Un caccia F-18 spagnolo impegnato in una missione di sorveglianza aerea della NATO ha intercettato l'apparecchio e lo ha abbattuto alle 5.01 del mattino. Secondo il ministero della Difesa rumeno, il drone era entrato nello spazio aereo dalla vicina Moldavia, a circa 24 chilometri a nord di Galati. I detriti sarebbero caduti in una zona disabitata.
L'episodio rappresenta il quarto caso quest'anno in cui la Romania abbatte un drone entrato nel proprio spazio aereo. Il Paese, che condivide un confine di oltre 600 chilometri con l'Ucraina, è particolarmente esposto alle conseguenze della guerra e alle incursioni di velivoli senza pilota.
Mentre sul terreno diplomatico non si intravedono ancora segnali sufficienti per interrompere le ostilità, la guerra continua dunque a svilupparsi sempre più anche nei cieli: da Mosca a Kiev, fino ai confini della NATO, la notte ha mostrato ancora una volta quanto il conflitto sia capace di allargare la propria portata ben oltre le aree direttamente interessate dai combattimenti.