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giudiziaria

Riesame per Valter Lavitola: nuove audizioni, zone d'ombra e l'accusa di processo mediatico

Chiesto anche un nuovo interrogatorio, i coindagati negano l'intenzionalità dell'attentato

16 Agosto 2026, 13:14

13:20

Attentato a Ranucci, la confessione di Lavitola apre il nodo più oscuro: «L’ho ordinato per proteggerlo»

Attentato a Ranucci, Lavitola confessa: "Sono io il mandante. Volevo fargli innalzare la scorta"

Nei primi giorni della prossima settimana sarà depositata una nuova istanza di riesame delle misure cautelari che hanno portato in carcere Valter Lavitola, accusato di essere il mandante dell’attentato ai danni di Sigfrido Ranucci. La difesa sta inoltre valutando un’integrazione delle dichiarazioni rese dall’indagato, con la richiesta di un nuovo interrogatorio su alcuni profili ritenuti “fumosi” dai magistrati. È quanto riferiscono i legali di Lavitola.

Uno di loro, l’avvocato Arturo Cola, domani farà visita all’ex imprenditore nel penitenziario di Rebibbia. “Gli atti dimostrano che lo stesso Ranucci aveva chiesto di aumentare la scorta”. Così Sergio Cola, altro difensore di Lavitola. In merito ai passaggi delle dichiarazioni del suo assistito giudicati poco chiari dagli inquirenti, il legale osserva che i coindagati, indicati come esecutori dell’attentato, in alcune dichiarazioni sostengono che “loro non avevano alcuna intenzione di far del male a Ranucci, lo si vede dalle modalità dell’attentato”.

Sull’ipotesi di un “terzo livello” nella vicenda, l’avvocato commenta: “congetture”. E aggiunge: “È intuibile che dopo l’attentato Ranucci avesse capito chi fosse il mandante”. “Il caso Ranucci-Lavitola, con le sue zone d’ombra, i falsi miti e le ipocrisie della sinistra, svela l’inciviltà del metodo Report, un processo mediatico che costruisce mostri e li sbatte in tv e non riconosce mai i propri errori”. Lo afferma in un videomessaggio Enrico Costa, capogruppo di Forza Italia alla Camera.