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Roma

Si è risvegliato dopo 10 giorni lo scout 16enne colpito da un fulmine

È ricoverato al policlinico Gemelli, le condizioni in progressivo miglioramento. Salvato dal massaggio cardiaco praticato dai suoi compagni

18 Agosto 2026, 11:27

11:30

Si è risvegliato dopo 10 giorni lo scout 16enne colpito da un fulmine

Sono in netto miglioramento le condizioni di Roberto, il sedicenne ricoverato da dieci giorni nella Terapia Intensiva Pediatrica del Gemelli dopo essere stato colpito da un fulmine mentre si trovava in un campo scout sul monte Livata, nel territorio di Subiaco (Roma).

Il ragazzo si è progressivamente risvegliato, ha iniziato a dialogare con i genitori e a muovere gli arti. Il quadro clinico mostra una significativa evoluzione positiva. Nelle prossime ore, se l’andamento favorevole sarà confermato, i medici potranno valutare lo scioglimento della prognosi e l’avvio di una seconda fase del ricovero, orientata alla neuroriabilitazione.

Il Team della Terapia Intensiva e Trauma Center Pediatrico del Policlinico Gemelli, diretta dal professor Marco Piastra, esprime «grande soddisfazione per i risultati fin qui raggiunti, resi possibili dalla catena della sopravvivenza (grazie agli scout e ai soccorsi sul luogo dell’evento) e dalle cure intensive erogate».

Il ragazzo era giunto al Gemelli venerdì 7 agosto in condizioni di estrema gravità a seguito della scarica elettrica provocata dal fulmine che lo aveva colpito e dal conseguente arresto cardiaco.

«È stato terribile, lo abbiamo visto volare a terra, non respirava, abbiamo subito iniziato a praticargli il massaggio cardiaco», avevano raccontato i capi-scout intervenuti per salvare il ragazzo. Nonostante il diluvio torrenziale le squadre dei Soccorsi Simbruini hanno impiegato solo sette minuti per raggiungere il campo scout, iniziando poi le manovre di rianimazione dell’adolescente. Il suo cuore è stato fatto ripartire, «grazie anche al pronto intervento dei suoi amici» come hanno assicurato i soccorritori, che poi hanno intubato Roberto e infine lo hanno trasportato per ben 600 metri verso la valle dove lo attendeva l’eliambulanza.