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Lo Stretto di Hormuz è della Casa Bianca? La mappa shock di Donald Trump

Il presidente pubblica su Truth una mappa che ribattezza lo stretto strategico come nuovo territorio degli Stati Uniti

18 Agosto 2026, 17:21

17:30

Lo Stretto di Hormuz è della Casa Bianca? La mappa shock di Donald Trump

Una mappa diffusa sui social ha innescato una crisi diplomatica e geopolitica senza precedenti tra Stati Uniti e Iran. Con uno strappo tanto simbolico quanto dirompente, il presidente Donald Trump ha condiviso su Truth Social una cartina dello Stretto di Hormuz ribattezzandolo “New US Territory” (nuovo territorio Usa). La mossa, che sposta lo scontro dalla deterrenza militare alla rivendicazione di sovranità, è stata accompagnata dall’annuncio della chiusura di ogni canale diplomatico con Teheran.

Pubblicato in una giornata ad altissima tensione, il post presidenziale ha gelato le residue aspettative di un’intesa negoziata. Trump ha smentito recisamente l’esistenza di contatti con la Repubblica islamica: “Non sono in corso, né sono previsti, colloqui o conversazioni con l’Iran”, ha affermato. A corredo di quel messaggio, la grafica che indica Hormuz come possessimento statunitense ha amplificato la provocazione. Non si tratta di un semplice espediente visivo, ma di una pretesa di sovranità su una delle vie marittime più strategiche e contese al mondo.

Il presidente ha comunque sostenuto che lo Stretto sia attualmente “aperto e operativo”, aggiungendo che le mine navali sarebbero state neutralizzate, pur ribadendo che il blocco navale statunitense resta “pienamente in vigore”.

La replica iraniana è arrivata senza indugio. Il viceministro degli Esteri, Kazem Gharibabadi, ha respinto con fermezza l’annuncio, bollando come “un’illusione” la pretesa americana sul passaggio. Con toni taglienti, ha aggiunto che Teheran provvederà a “correggere le illusioni di quest’uomo illuso”.

Sul piano operativo, la risposta istituzionale più netta è giunta da Mohammad Bagher Ghalibaf, presidente del Parlamento iraniano, secondo cui lo Stretto di Hormuz resterà chiuso al traffico commerciale finché gli Stati Uniti non rispetteranno i termini dell’accordo provvisorio. Le condizioni poste dall’Iran comprendono la revoca del blocco navale, l’alleggerimento delle sanzioni petrolifere, lo sblocco dei beni iraniani congelati all’estero e l’interruzione immediata delle operazioni militari e delle minacce nella regione.

La durezza del confronto riflette il peso cruciale di Hormuz, autentico collo di bottiglia dell’energia globale, attraverso cui transitano quotidianamente circa 20 milioni di barili di greggio e condensati, oltre a ingenti volumi di gas naturale liquefatto.

Malgrado le rassicurazioni della Casa Bianca sull’operatività del passaggio, i riscontri sul campo delineano uno scenario ben più instabile. Nella mattinata del 18 agosto, la United Kingdom Maritime Trade Operations (UKMTO) ha riferito che una nave in transito nello Stretto è stata colpita da un proiettile. L’episodio, pur senza provocare disastri ambientali o danni strutturali irreparabili, conferma che la navigazione in quest’area strategica avviene sotto una minaccia militare costante e concreta, smentendo di fatto la narrazione di una rapida normalizzazione della crisi.