Aggiungi La Sicilia come fonte preferita English Version Translated by Ai
20 agosto 2026 - Aggiornato alle 23:17
Aggiungi La Sicilia come fonte preferita su Google
×

Patto Ue

Anche Finlandia e Svezia trasferiscono i migranti in Italia. Schlein: «Clamoroso boomerang per la Meloni»

Sono già 5 i Paesi pronti ad attuare il nuovo regolamento europeo. Mano tesa dalla Francia. Conte: “I rimpatri funzionano, ma contro di noi”. Chi sono i "dublinanti" che stanno mettendo in crisi l'Europa

20 Agosto 2026, 23:17

23:20

Anche Finlandia e Svezia trasferiscono i migranti in Italia. Schlein: «Clamoroso boomerang per la Meloni»

Si allarga la platea di cancellerie che annunciano l’intenzione di trasferire - o l’avvenuto trasferimento - dei cosiddetti «dublinanti» verso l’Italia. Dopo Germania, Svizzera e Austria, anche Finlandia e Svezia hanno confermato all’ANSA di voler «applicare le norme come previsto» dal nuovo Patto Ue su asilo e migrazione, entrato in vigore il 12 giugno, e di aspettarsi che «tutti i Paesi membri adempiano ai propri obblighi». Roma compresa. Alla quale - secondo i dati Eurostat del 2025 - è stato richiesto di riaccogliere oltre 24 mila persone che, sbarcate in Italia, hanno poi fatto rotta verso il nord Europa.

Al contrario dei Paesi nordici, al momento la Francia - fanno sapere fonti informate a Parigi - ha deciso di «non unirsi ai Paesi» che stanno rimandando i migranti in Italia, almeno «fin quando continuerà questa fase di collaborazione e riavvicinamento» con Roma. I due Paesi - spiegano le fonti - «condividono la volontà di operare per far calare i flussi in partenza dalla Tunisia e dalla Libia».

Le richieste previste dal nuovo Patto non riguardano solo l'Italia, ma tutti i Paesi di primo approdo dei migranti, come anche la Grecia o la Spagna. Fonti del ministero dell’Interno di Madrid - cui nel 2025 spettavano poco più di 10.000 «dublinanti» - hanno riferito di volere gestire la questione attraverso i meccanismi di solidarietà europei previsti dall’accordo, «piuttosto che ricorrere a espulsioni o restrizioni bilaterali isolate».

Helsinki invece ha spiegato che «l'entrata in vigore del regolamento Ue sulla gestione dell’asilo e della migrazione consente la ripresa dei trasferimenti» e che «tali trasferimenti verso l’Italia sono attualmente in fase di preparazione». L'ufficio stampa del ministero degli Interni finlandese ha sottolineato «la cooperazione e il dialogo con l’Italia nel corso degli anni», insistendo che «per la Finlandia è fondamentale che le norme sulla responsabilità per l’esame delle domande di asilo siano applicate come previsto e che tutti gli Stati membri dell’Ue adempiano ai propri obblighi ai sensi del Patto».

La Svezia ha già cominciato i trasferimenti e «intende continuare a farli», ha dichiarato Victoria Holmqvist, portavoce del ministro per la migrazione Johan Forssell. «È importante che la nostra collaborazione funzioni bene affinché la migrazione verso l’Europa sia ben gestita e controllata», ha insistito, sottolineando che «da quando è entrato in vigore il patto europeo i trasferimenti ai sensi del regolamento di Dublino funzionano meglio».

La vicenda inevitabilmente rinfocola la polemica in Italia, già esplosa dopo la crisi di Ceuta e la guerra di Schengen con la Spagna, che Elly Schlein ritiene «un clamoroso boomerang della trovata propagandistica di Giorgia Meloni. Per la sua cieca ideologia non ha mai portato avanti la più rilevante battaglia da fare a Bruxelles nell’interesse nazionale: quella sulla solidarietà europea, anche sull'accoglienza», ha affermato la segretaria del Pd.

Giuseppe Conte ironizza sul «capolavoro» della premier: «I rimpatri funzionano, ma contro di noi», ha scritto sui social.

Anche Matteo Renzi parla di «autogol» di Meloni: «Ha rotto la solidarietà europea e ora ci toccano i cocci», accusa il leader di Iv.

«La campagna della sinistra sui cosiddetti 'dublinantì' è davvero penosa», ha replicato Carlo Fidanza. «Non esiste alcun legame tra la sospensione di Schengen per i fatti di Ceuta e la legittima scelta di alcuni Paesi europei di riattivare i ricollocamenti dei dublinanti», ha spiegato, capodelegazione di Fratelli d’Italia al Parlamento europeo sostenendo che «la questione riguarda un numero esiguo di casi intercorsi tra l'agosto 2025 e l’11 giugno 2026» e che «per quelli entrati dopo il 12 giugno, il numero dei potenziali ricollocamenti si ridurrà drasticamente». «Il governo Meloni - ha concluso - difende i confini, diminuisce gli sbarchi e aumenta i rimpatri mentre la sinistra continua a fare propaganda sul nulla».