Il monito
Mattarella: «Ricostruzione e responsabilità collettiva per restituire normalità ai territori colpiti»
Il presidente della Repubblica ha sottolineato come come «la fragilità sismica del territorio italiano imponga un impegno continuo e strutturale»
A dieci anni dalla notte del 24 agosto 2016, quando il violento terremoto con epicentro tra Accumoli e Arquata del Tronto devastò il cuore dell’Appennino centrale, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella richiama il Paese alla memoria e alla responsabilità, trasformando Amatrice nel simbolo di una tragedia che ha segnato profondamente la storia della Repubblica.
«Quel terremoto costituisce una pagina drammatica della nostra storia e funge da monito costante sulla necessità di potenziare i meccanismi di prevenzione e intervento», afferma il capo dello Stato, sottolineando come la fragilità sismica del territorio italiano imponga un impegno continuo e strutturale.
Mattarella ricorda anche la mobilitazione immediata che seguì alle scosse: «I volontari accorsi da tutta Italia, il loro prezioso e generoso operato, insieme alla prontezza degli interventi delle Autorità di primo soccorso, sono stati veicolo di aiuti e assistenza, portando un segnale di speranza e di ripartenza». Una risposta collettiva che, secondo il presidente, ha confermato ancora una volta «lo spirito di solidarietà che unisce il popolo italiano», rivelatosi decisivo nel contenere gli effetti di una calamità di così ampia portata.
Nel giorno della commemorazione, il capo dello Stato si stringe alle comunità colpite: «Mi unisco al dolore di coloro che hanno subito la perdita di familiari ed esprimo la mia vicinanza ai feriti e a quanti si sono ritrovati improvvisamente in condizioni di grande difficoltà».
Guardando al presente, Mattarella richiama l’urgenza di completare il percorso di ricostruzione: «Il risanamento è un percorso non privo di complessità, che richiede l’impegno di essere ultimato nel più breve tempo possibile. È un richiamo alla responsabilità collettiva di ripristinare quella normalità che è stata spezzata nei territori colpiti da questa tragedia».
Un messaggio che, a dieci anni dal sisma, ribadisce la necessità di non disperdere la memoria e di trasformarla in azione concreta, affinché le comunità dell’Appennino possano ritrovare pienamente la loro vita, la loro identità e il loro futuro.