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La Francia spegne i telefoni nei licei: scatta il divieto nazionale
Dal prossimo anno scolastico la svolta digitale diventa legge di Stato, estendendo la stretta già attiva nelle scuole medie ed elementari
La scuola francese si prepara a una svolta: dalla rentrée 2026-2027, l'uso dei telefoni cellulari sarà vietato anche nei licei.
La conferma è arrivata dalla portavoce del governo, Maud Brégeon, che ha annunciato la decisione del presidente Emmanuel Macron di promulgare la legge nella parte convalidata dal Consiglio costituzionale (Conseil constitutionnel).
Con questo passaggio, la Francia abbandona il “fai-da-te” regolamentare dei singoli istituti per adottare una “norma nazionale” uniforme.
Finora la legge consentiva ai licei di vietare gli smartphone attraverso i regolamenti interni, senza però imporre un obbligo generalizzato.
La scelta risponde a una linea politica più volte espressa da Macron: offrire ai dirigenti scolastici uno scudo normativo chiaro e centralizzato, sottraendoli alla gestione quotidiana di controversie con studenti e famiglie.
Il divieto, inserito in un più ampio disegno di legge a tutela dei minori dai rischi dell'ambiente digitale, poggia su basi educative e scientifiche. Nel suo parere, il Consiglio di Stato individua tre obiettivi prioritari: favorire la concentrazione durante le lezioni; incoraggiare la socializzazione spontanea e le relazioni tra pari negli spazi scolastici; prevenire e contrastare il cyberharcèlement.
Non è una rottura improvvisa. In Francia i dispositivi digitali sono già banditi da anni nelle écoles e nei collèges. Più di recente, nel 2025-2026, il ministero dell'Istruzione ha generalizzato nei collèges pubblici il dispositivo del “portable en pause”. Inoltre, nell'aprile 2026, durante la “giornée hors ligne” a Villers-Cotterêts, Macron aveva ribadito il nesso tra eccesso di schermi, calo dell'attenzione e isolamento sociale tra i più giovani.
Sul piano applicativo, la legge sancisce il principio del bando dei dispositivi “durante il tempo scolastico”, demandando però ai regolamenti interni dei licei l'organizzazione operativa: modalità di custodia, eventuale consegna all'ingresso, individuazione di spazi o momenti consentiti e regime sanzionatorio. Per accompagnare la transizione, il portale pedagogico ministeriale Éduscol ha già diffuso un vademecum e una circolare del 2 luglio 2026 con linee guida, riferimenti giuridici e casistiche di deroga.
Il divieto non è assoluto. I regolamenti interni potranno autorizzare l'uso dei telefoni per finalità strettamente didattiche e pedagogiche o in spazi specifici come i convitti (internati). Resta garantito l'impiego dei dispositivi indispensabili agli studenti con disabilità o patologie invalidanti. Una deroga di natura organizzativa riguarda i corsi di istruzione superiore ospitati nei licei: in tali casi, il consiglio di amministrazione potrà esentare dal divieto gli studenti maggiorenni iscritti a questi percorsi, tenendo conto dell'eterogeneità dell'utenza.
Il via libera alla misura sui telefoni giunge dopo una parziale battuta d'arresto per l'agenda digitale dell'Eliseo: il Consiglio costituzionale ha infatti cassato come incostituzionale il divieto d'accesso ai social network per i minori di 15 anni, che dovrà essere riscritto dal Parlamento.
Macron ha tuttavia scelto di non rallentare l'iter e di promulgare subito la parte sopravvissuta al vaglio di costituzionalità, salvaguardando il divieto nei licei. In attesa di una nuova disciplina sui social, l'Eliseo porta così a compimento un tassello concreto e immediatamente operativo prima dell'inizio dell'anno scolastico.