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la tragedia

Dramma al lago in Louisiana: muore una bambina di otto anni per l’ameba mangia-cervello

La tragedia di Lillian Smart accende i riflettori sulla Naegleria fowleri, un’infezione rarissima ma con un tasso di letalità superiore al novantasette per cento

25 Agosto 2026, 14:21

14:30

Dramma al lago in Louisiana: muore una bambina di otto anni per l’ameba mangia-cervello

Metà agosto, Louisiana. Una giornata di svago al lago si è trasformata in una rapida e devastante sequenza di eventi neurologici per una famiglia del nord dello Stato. La vittima è Lillian Smart, 8 anni, originaria dell’area di Ruston, deceduta dopo aver nuotato nel lago Claiborne. Il decesso è stato confermato dal Louisiana Department of Health e dai familiari: si tratta del primo caso accertato nello Stato dal 2013.

L’agente responsabile è la Naegleria fowleri, spesso descritta in modo sensazionalistico come “ameba mangia-cervello”: un protozoo a vita libera che prolifera soprattutto in acque dolci tiepide e in alcuni sedimenti. Quando entra nell’organismo umano può causare la meningoencefalite amebica primaria (PAM), un’infezione fulminante che distrugge il tessuto cerebrale e induce un edema potenzialmente fatale.

Medici e Centers for Disease Control and Prevention (CDC) sottolineano un punto cruciale per evitare allarmismi: la malattia non si contrae bevendo acqua contaminata, ma esclusivamente quando l’acqua contenente l’ameba penetra nelle cavità nasali, da dove il microrganismo risale lungo il nervo olfattivo fino all’encefalo. La PAM non è contagiosa e non si trasmette da persona a persona.

La rarità dell’infezione è documentata dai dati ufficiali: secondo i CDC, negli Stati Uniti sono stati diagnosticati 180 casi di PAM tra il 1937 e il 2025, con un’oscillazione annua fra 0 e 8. In Louisiana, nello stesso periodo, se ne contano soltanto 3. Proprio l’estrema infrequenza rende più probabile una diagnosi tardiva, con esiti spesso drammatici: il tasso di letalità supera il 97%.

I casi si concentrano soprattutto nei mesi più caldi, in particolare luglio e agosto, e interessano con maggiore frequenza bambini e adolescenti di sesso maschile.

L’ameba predilige acque interne calde — laghi, fiumi, stagni e sorgenti termali — e non sopravvive in acqua salata o in piscine correttamente clorate; le alte temperature estive ne favoriscono la crescita soprattutto in tratti poco profondi o stagnanti.

Il riconoscimento tempestivo è arduo perché i sintomi iniziali imitano patologie molto più comuni, come la meningite batterica. I primi segnali includono mal di testa, febbre, nausea e vomito; in seguito compaiono rigidità nucale, stato confusionale, deficit di attenzione, allucinazioni, convulsioni e coma. Nel caso di Lillian Smart, la febbre e i disturbi visivi manifestatisi prima del ricovero indicavano già un interessamento neurologico severo.