Musica in lutto
Morta Dolly Parton, cordoglio globale da Jane Fonda "devastata" a Donald Trump e Bill Clinton
Riconoscimenti per il suo impegno LGBTQ e tributi bipartisan dalla politica
Il mondo dello spettacolo, ma non solo, si è unito nel cordoglio per la morte di Dolly Parton: Jane Fonda, che aveva recitato con lei nel film 9 to 5 del 1980 si è detta «devastata» per la scomparsa della regina del country che ha chiuso gli occhi per sempre oggi a Nashville in Tennessee.
«Senza parole», anche l’altra co-star Lily Tomlin che è stata tra i primi a postare un ricordo della cantante di I Will Always Love You: una foto in bianco e nero di loro due giovani assieme.
Più lungo il messaggio di Jane su Instagram: «Dolly sarà sempre con noi perché aveva una presenza così forte, era così potente, generosa e giocosa, da essere ormai intrecciata per sempre alle nostre vite e ai nostri cuori. Siamo grati per tutto ciò che ci ha lasciato e che ora può aiutarci ad alleviare la tristezza. Era, nello stesso tempo, una ragazza del Sud maliziosa e giocherellona, e una pensatrice profonda, piena d’anima, capace di guardare dentro le persone fino a coglierne la vera essenza. Era tante cose: paroliera, cantante, polistrumentista, scrittrice, burlona, visionaria, un’amica leale che non sarebbe mai andata a dormire prima di aver riso con noi fino alle lacrime».
Omaggi sono venuti anche dalle organizzazioni per i diritty dei gay di cui Dolly era stata paladina: «Non è stata soltanto la regina della musica country, ma una vera e propria regina dell’inclusione e della filantropia. Il suo sostegno alle persone Lgbtq ha attraversato decenni: dagli anni Novanta, con la canzone Family, in cui affermava che tutti dovessero essere accolti indipendentemente dalla religione o dall’orientamento sessuale, fino alla potente ballata Travelin' Thru, scritta per il film Transamerica del 2005 e che le valse una candidatura all’Oscar; senza dimenticare il precoce sostegno al matrimonio egualitario, espresso già nel 2009, molto prima della sua legalizzazione», ha scritto la presidente della Glaad, Sarah Kate Ellis.
Tributi bipartisan sono venuti dal mondo politico: il presidente Donald Trump ha ordinato una settimana di bandiere a mezz'asta, mentre il suo predecessore Dem Bill Clinton ha elogiato in Dolly «una grande autrice e interprete, capace di raccontare le storie degli americani comuni con sincerità, umiltà e cuore. Dalle sue radici nel Tennessee orientale arrivò ai vertici del successo senza mai dimenticare da dove veniva. E ha sempre creduto nell’importanza di restituire agli altri ciò che aveva ricevuto, soprattutto attraverso il suo impegno per promuovere l’alfabetizzazione».