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Il pm Milano: "I rider di Glovo ancora sottopagati, gli aumenti delle paghe insufficienti"

La best practice della piattaforma Everli: un esempio italiano nella consegna a domicilio

26 Agosto 2026, 13:23

27 Agosto 2026, 14:49

Il pm Milano: "I rider di Glovo ancora sottopagati, gli aumenti delle paghe insufficienti"

Anche con il nuovo piano proposto nei mesi scorsi Foodinho, società di delivery food del colosso spagnolo Glovo, sta operando in una «situazione di illegalità" sul fronte delle paghe corrisposte ai rider che lavorano per la piattaforma, perché malgrado i compensi siano aumentati ai lavoratori non viene retribuita ancora «circa il 30% dell’attività». E anzi i contratti non rispettano «la tipologia contrattuale effettiva», perché i ciclofattorini andrebbero assunti come «lavoratori subordinati».


Lo scrive il pm di Milano Paolo Storari nel parere del 18 agosto, anticipato oggi dal Corriere della Sera, contrario alla richiesta di revoca, avanzata al gip a giugno dalla difesa di Foodinho, del controllo giudiziario sulla srl che era stato disposto a febbraio per caporalato. Secondo gli accertamenti dei carabinieri del Nucleo tutela del lavoro, infatti, ai rider della piattaforma, 40mila impiegati in tutta Italia, sarebbero state corrisposte paghe «sotto la soglia di povertà» e ci sarebbe stato uno sfruttamento del loro lavoro.


I consulenti tecnici nominati dal pm hanno analizzato, poi, "le misure proposte e attuate» da Foodinho-Glovo in circa «un mese di sperimentazione». Misure con cui il compenso minimo per consegna è stato portato a 3 euro e il minimo orario lordo a 14 euro. Malgrado ciò, scrive il pm, ai rider non viene pagato ancora almeno il 30% del lavoro, perché nel piano della srl si valuta il «tempo effettivo calmierato», che prende in considerazione solo il «tempo di esecuzione della singola consegna» e non quello di intera «messa a disposizione delle energie lavorative». In un quadro in cui, poi, «il sistema di determinazione dei compensi», basato su un algoritmo, resta "completamente opaco».


In più, anche sulla base delle norme di un recente decreto del governo Meloni, il pm chiarisce che i rider impiegati andrebbero qualificati come «lavoratori subordinati», e non autonomi, perché quando sul lavoratore ci sono «poteri di direzione e controllo, opera la presunzione di subordinazione, salva prova contraria».

Ma è possibile conciliare il delivery con i diritti. In Italia Everli,  principale operatore italiano per la spesa a casa, che ha provato a smentire questo racconto -  che ha da poco chiuso la partnership con Esselunga e che ha partnership dirette con retailer come Lidl, Md, Carrefour, Unes - è l'unica agenzia di consegne digitalizzata al cui interno vige un accordo sindacale ormai da due anni. L’accordo integrativo con i sindacati confederali raggiunto nell’aprile del 2025 rappresenta un modello unico e dimostra che la gig economy non è incompatibile con i diritti dei lavori, basta volerlo.

Tornando alla questione di Glovo riceviamo e pubblichiamo una nota dell'azienda: 

Prendiamo atto della posizione espressa dalla Procura. In questi mesi Glovo ha affrontato questo percorso con il massimo impegno, dando seguito a tutte le richieste formulate dal PM e dai suoi consulenti, implementando quanto concordato per iscritto nell’ambito del percorso verso la conclusione del controllo giudiziario e recependo anche le ulteriori indicazioni intervenute successivamente.

È proprio nell’ambito di questo percorso che, su indicazione della Procura e dei suoi consulenti, è stato superato il precedente sistema del tempo stimato e introdotto il cosiddetto "tempo effettivo calmierato", con l’obiettivo di rendere più affidabile il calcolo dei tempi di consegna e prevenire abusi. Glovo ricorda che il proprio modello, e la relativa sostenibilità, si fondano sul lavoro autonomo e sulla libertà dei rider di scegliere se e quando collaborare con la piattaforma, nonché di accettare o rifiutare liberamente le singole proposte di consegna e di collaborare contemporaneamente con più piattaforme, senza obblighi di disponibilità.

Sulla base di questi elementi, rappresenteremo al giudice competente le ragioni per cui riteniamo che le misure adottate rispondano adeguatamente alle questioni sollevate. Glovo continuerà, come fatto finora, a collaborare pienamente con le autorità. Presente in Italia da 10 anni, Glovo conferma il proprio impegno verso le migliaia di partner e rider che ogni giorno si connettono alla piattaforma".