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Pietracatella

Morte avvelenate, tamponi e reperti potrebbero rivelare chi ha introdotto la ricina

In attesa delle analisi del Koch Institute, potrebbero essere decisivi per identificare chi ha ucciso Sara e Antonella

28 Agosto 2026, 17:25

17:30

Morte avvelenate, tamponi e reperti potrebbero rivelare chi ha introdotto la ricina

Ad ormai quasi nove mesi, il giallo di Pietracatella potrebbe essere finalmente ad una svolta, grazie anche ai reperti e i tamponi effettuati in casa dalla polizia lo scorso 30 luglio, in particolare su indumenti, mobili e suppellettili. Gli elementi raccolti negli ultimi dieci giorni, stando a quanto si apprende da fonti qualificate, potrebbero rivelarsi decisivi alla soluzione del caso sulla morte di Sara Di Vita e della mamma Antonella Di Ielsi, avvelenate nei giorni a cavallo di Natale dello scorso anno. L'attività degli investigatori guidata dalla procuratrice Elvira Antonelli e dal capo della Squadra Mobile Marco Graziano, non a caso non si è fermata nemmeno a Ferragosto. Segno che c'è l'intenzione di stringere definitivamente il cerchio attorno a chi, nel dicembre scorso, ha ucciso le due donne avvelenandole con la ricina.

Esattamente un mese fa la procuratrice di Larino aveva parlato di un «grandissimo puzzle da comporre» e ora molti pezzi sembrano essere al loro posto. Gli investigatori, stando a quanto trapela, avrebbero ormai le idee chiare e potrebbero tirare le somme dell’inchiesta entro il prossimo mese di settembre. La mano che ha introdotto la ricina sulla scena del crimine avrà un nome e un volto. Ne sono convinti gli inquirenti che per mesi hanno passato al setaccio la vita di centinaia di persone del paese, tra parenti, amici e conoscenti che ruotano attorno alla famiglia di Gianni Di Vita. Ne è venuto fuori un mosaico complesso, all’interno del quale sono entrati e usciti sospettati e possibili complici. Si è indagato nelle ultime settimane soprattutto su possibili relazioni extraconiugali di persone che ruotano attorno all’inchiesta e con esse possibili moventi.

Nell’indagine ormai ci sono decine di migliaia di pagine, tra esami medici, consulenze, attività della Squadra Mobile e della Procura. E si attendono ancora i risultati definitivi degli accertamenti affidati al Koch Institute di Berlino, in particolare quelli sui 131 tamponi effettuati e reperti prelevati nella casa di Pietracatella lo scorso 30 luglio. Tra questi attenzionati diversi oggetti nella mansarda e poi una borraccia d’acqua, il contenitore delle flebo praticate in casa a Sara e Antonella. I tamponi e prelievi hanno riguardato anche un cestino dell’immondizia, un portafiori, guanti di gomma e il filtro dell’aspirapolvere, interruttori della luce, maniglie, elettrodomestici, il campanello d’ingresso della casa, contenitori della cucina e del bagno, detersivi. Nessuno al momento lo conferma ufficialmente, ma gli investigatori ormai sarebbero anche già a conoscenza dell’elemento attraverso il quale la ricina è entrata nella casa. Si attende dunque ora solo il colpo finale.