la tragedia
La campionessa di hockey e il manager Deloitte uniti dal sogno himalayano: chi sono i due italiani dispersi in Nepal
Il viaggio dei sogni proprio nei luoghi dell'alluvione. I telefoni muti da giorni
Un viaggio a lungo coltivato, sognato per mesi e pianificato nei minimi dettagli per toccare le vette del mondo. Poi l’alluvione, improvvisa e devastante, che si abbatte sul Nepal e un silenzio elettronico che spegne l’entusiasmo di una vita trascorsa tra sport, musica e avventura. Cresce di ora in ora la preoccupazione per Patrizia Marziale e Luca Baracchini, la coppia italo-svizzera residente a Lugano di cui non si hanno notizie da giorni, travolta dall’emergenza umanitaria che ha colpito l’area himalayana.
Molto conosciuti e stimati a Lugano, dove vivono e lavorano, i due condividono una profonda complicità e una costellazione di passioni comuni. Luca Baracchini è un affermato professionista della consulenza aziendale: ricopre il ruolo di Director Consumer & Digital nella sede svizzera di Deloitte, colosso globale della consulenza e della revisione. Con un’esperienza pluridecennale, è considerato un riferimento nei campi della trasformazione digitale e dell’e-commerce, una carriera costruita con competenza e rigore. Patrizia Marziale è invece un volto simbolo dello sport ticinese. Atleta di punta dell’Hac Lugano, squadra locale di hockey su prato, ha vissuto lo sport non solo come competizione ma anche come straordinario veicolo di socialità. Per lei, l’hockey è una rete di amicizie sincere, coltivate tra trasferte faticose e vacanze di puro divertimento con le compagne di squadra.
A unire profondamente la coppia c’è l’amore viscerale per la musica, vissuta soprattutto "sotto il palco". I concerti dal vivo sono stati tappe irrinunciabili della loro vita insieme. Tra i ricordi più preziosi, lo storico show di Jovanotti all’aeroporto di Linate, il 21 settembre 2019: un evento che Patrizia aveva celebrato sui social con parole entusiaste: «Che ricordo e che concerto pazzesco! Divertimento a mille». La stessa passione è anche un ponte affettivo per Patrizia con il figlio Enrico, giovane talento che si sta facendo strada come produttore nella scena techno svizzera.
Prima dell’itinerario himalayano, Patrizia e Luca avevano già esplorato il mondo, sempre fianco a fianco. La loro mappa recente racconta una curiosità instancabile: New York nel 2022, Giappone nel 2023, Maldive nel 2024, fino alla Repubblica Dominicana visitata appena un anno fa, nel 2025. Ma la spedizione di quest’anno sul "tetto del mondo" — un impegnativo trekking in 12 tappe lungo la leggendaria via che collega Lhasa, in Tibet, a Kathmandu, in Nepal — era il viaggio della vita, desiderato e preparato con cura particolare. L’ultimo segno di vita risale alle 3:48 del 22 agosto, quattro giorni prima che la furia dell’alluvione colpisse il Nepal. Da Lhasa, nel cuore del Tibet, Patrizia aveva pubblicato su Facebook una galleria di dieci immagini che la ritraevano con Luca davanti al maestoso Palazzo del Potala, al Tempio del Jokhang e tra i colori di Barkhor Street. A corredo, una frase semplice e luminosa che oggi suona come un augurio sospeso: «Chiedimi se sono felice... Sì». Da allora, telefoni e social tacciono.