i dati
In arrivo la stangata d'autunno, per il Codacons le spese crescono in media per 633 euro a famiglia
I costi saliranno per le bollette, la scuola, l'alimentare, i carburanti e i trasporti. Per il Sole24Ore carrello della spesa più caro del 29,5% in 5 anni
Si abbatte la stangata d’autunno sulle tasche degli italiani: la stima è di una crescita di 633 euro a famiglia, secondo il Codacons, che ha realizzato una elaborazione sulle maggiori spese che attendono le famiglie al rientro dalle vacanze estive e nel prossimo trimestre, alla luce dell’attuale situazione geopolitica. "La voce che inciderà di più in modo diretto e indiretto sulle tasche dei consumatori è quella relativa all’energia - spiega il Codacons. Il prezzo dell’elettricità monitorato è infatti passato dai 112 euro al MWh nella media del trimestre settembre/ottobre/novembre 2025 agli attuali 180 euro al MWh, con un balzo del 60,7%. Va ancora peggio per il gas, con l'indice Psv salito da 0,358 euro al Smc nel trimestre autunnale del 2025 ai circa 0,750 euro al Smc di agosto, con un aumento del 109%».
«Se i prezzi dell’energia si manterranno ai livelli attuali, la spesa di una famiglia media per le bollette di luce e gas potrebbe salire di complessivi 205 euro tra settembre e novembre», stima l’associazione, aggiungendo una ulteriore nota dolente, quella relativa ai carburanti: «qualora i listini al dettaglio dovessero rimanere sui livelli attuali, si legge nell’indagine, la maggiore spesa solo a titolo di rifornimenti ai distributori nel trimestre considerato (nell’ipotesi di due pieni al mese) sarebbe di 145 euro sullo stesso periodo del 2025 in caso di auto alimentata a gasolio, e di 93 euro per una vettura a benzina».
Le tensioni sui mercati energetici e sui carburanti faranno salire i prezzi al dettaglio in una moltitudine di settori, a partire dagli alimentari: nell’ipotesi di un incremento dei listini di cibi e bevande del 3% nel periodo settembre-novembre, una famiglia si troverebbe a spendere circa 70 euro in più solo per mangiare. Ripercussioni anche sul fronte dei trasporti, settore che sta risentendo in modo particolare della delicata situazione internazionale, comparto dove la maggiore spesa dovrebbe attestarsi a 68 euro a famiglia nel prossimo trimestre.
Anche per mangiare fuori casa, come attestano gli ultimi dati Istat, si spende di più: in base alle stime del Codacons l’aggravio sulla spesa relativa a bar, ristoranti, pizzerie, ma anche food delivery, ecc. sarà di circa 20 euro a nucleo. Infine le famiglie che hanno figli in età scolastica dovranno fare i conti con la riapertura delle scuole e l’acquisto di corredo e libri, spesa che può raggiungere i 1.300 euro a studente: «Al momento - sottolinea Codacons - si registrano aumenti dell’1,8% per i libri di testo e tra il 2% e il 4% per il materiale scolastico, pari ad un incremento di spesa da 32 euro a famiglia rispetto lo scorso anno».
Un autunno amaro attende quindi le famiglie italiane: «Il conto totale della stangata autunnale per una famiglia che dispone di due autovetture (una a benzina e una a gasolio) e ha un figlio in età scolastica raggiungerà quindi quota 633 euro, dato - conclude Codacons - su cui pesa come un macigno l’effetto della guerra in Iran e che, ovviamente, risentirà in positivo o in negativo dell’evolversi della situazione internazionale nelle prossime settimane».
Fa i conti sugia aumenti anche un'indagine del Sole24Ore. Il carrello della spesa in Italia in cinque anni è cresciuto del 29,5%, un valore di molto superiore a quello dell’inflazione registrata nello stesso periodo (21%) con picchi per i prezzi degli ortaggi (+39% per quelli più usati in cucina), del caffè (+51%) e dell’olio extravergine (+47%). E' quanto emerge da un’indagine del Sole24ore secondo la quale per i pomodori, uno dei prodotti più utilizzati, si spende il 45% in più, per le patate il 44% e per le melanzane il 41%.
Il paniere del Sole24ore si limita a 31 prodotti indicativi della spesa settimanale di una coppia con un figlio. Il carrello di questa spesa tra il 2021 e il 2026 è passato da 100 a 129,5 euro, un rincaro in linea con l’inflazione alimentare calcolata dall’Istat nello stesso periodo (30%) ma superiore all’inflazione generale (21%) Per la frutta il rincaro registrato dall’Istat è del 28,6% mentre per il Sole24ore è del 14% perché considera nel paniere solo mele e banane, i frutti più acquistati, mentre crescono soprattutto i prezzi delle fragole (+48%), dei limoni (+37%) e della rance (+31%).
Il Sole24ore segnala che l’inflazione colpisce anche al colazione con una crescita del 21% per il prezzo del del latte e del 27% per quello di yogurt, merendine e biscotti. Crescono oltre l’inflazione media generale anche i prezzi di alcuni prodotti essenziali per la spesa quotidiana come le uova (+43%), il riso (+44%), il pane (+28%) e la passata di pomodoro (+26%) ma anche quello medio della pasta (+24%) e del tonno in scatola (+25%).
E’ cresciuta secondo l’indagine anche la percentuale delle famiglie che dichiara di aver ridotto la quantità o la qualità dei prodotti acquistati con il 31% nel 2024 a fronte del 24,3% nel 2021.
Per la carne bovina il rincaro in cinque anni è del 31%, per il pollo del 33,7% mentre per il prosciutto cotto si limita al 21,5%, sostanzialmente in linea con l’inflazione generale nel periodo. L’aumento più contenuto tra i 31 prodotti analizzati dal Sole24ore è quello per il vino da tavola, rincarato solo dell’1,8%, molto al di sotto della media dell’inflazione generale.
Secondo l’indagine del Sole in questo periodo non sono aumentati solo i prezzi del carrello della spesa ma anche quelli di altre spese frequenti come il caffè al bar (da una media di 1,07 euro a 1,30, +21%), per un panino al bar (+21%) e per il taglio dei capelli (+14% per il taglio da donna, +11% per quello da uomo). (ANSA).